Chiuso il secondo filone di “Mensa dei Poveri”, anche il sindaco di Gallarate verso il processo

Al primo cittadino contestato il reato di turbativa d'asta. Insieme a lui altri undici indagati per i quali erano stati negati i patteggiamenti tra i quali Caianiello, Bilardo e Petrone

caianiello interrogatorio procura milano

È stato depositato dal pool di magistrati della Procura di Milano Luigi Furno, Silvia Bonardi e Adriano Scuderi (coordinati dall’aggiunto Alessandra Dolci) l’avviso di conclusione indagini per gli indagati nell’ambito dell’inchiesta Mensa dei Poveri che sono rimasti fuori dalla prima ondata di richieste di rinvio a giudizio. La maxi-indagine ha scoperchiato un doppio sistema corruttivo che aveva due vertici, uno a Milano  e uno a Gallarate, riguardo la spartizione di incarichi e prebende tra politici locali ed europei, professionisti e imprenditori su larga scala. Al centro di tutto la figura di Nino Caianiello, ras di Forza Italia in provincia di Varese.

Tra loro – come riporta “La Prealpina” – c’è anche il sindaco di Gallarate Andrea Cassani finito nell’indagine con l’ipotesi di aver avuto un ruolo in due turbative d’asta riguardanti il pgt di Gallarate e la nomina di due avvocati del Comune. Altro nome nuovo, rispetto agli indagati iniziali, è quello di Antonio Frascella, ex-amministratore di Sieco. La notizia ha trovato conferme anche in ambienti giudiziari.

Insieme a loro ci sono anche gli indagati per i quali il Gup aveva respinto i patteggiamenti. Si tratta di Gioacchino Caianiello, Alberto Bilardo, Laura Bordonaro, Piero Tonetti, Stefano Besani, Marcello Pedroni, Alessandro Petrone, Davide Borsani, Beniamino Crescenti e Andrea Gallina. E ancora, si sono concluse le indagini anche per Diego Sozzani, Lara Comi, Giuseppe Zingale, Mauro Tolbar, Marta Cundari, Andrea Aliverti, Paolo Orrigoni, Piermichele Miano.

Alcuni dei legali degli imputati hanno affermato di non aver ricevuto alcuna notifica dell’atto, cosa che avverrà, con tutta probabilità, lunedì. Da questo momento i difensori hanno 20 giorni di tempo per depositare memorie o chiedere di essere ascoltati. Subito dopo scatterà la richiesta di rinvio a giudizio e la fissazione della data per l’udienza preliminare. L’obiettivo è quello di riunificare i due filoni in un’unica udienza preliminare prevista per il 12 novembre.

 

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 30 Maggio 2020
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