Gallarate non attiverà una rete ciclabile “d’emergenza” (solo per ora?)

Era una richiesta venuta dalle opposizioni, su cui la maggioranza è invece dubbiosa. Anche se comunque la questione trasporti, anche in una città come Gallarate, rimane aperta

Ciclabili d'emergenza Gallarate

Il Comune di Gallarate non attiverà, almeno per ora, una rete ciclabile “emergenziale” sull’esempio di quelle che diverse città di medie e grandi dimensioni stanno attuando (Milano, ma anche Genova, Trieste, Parma, per citare casi di amministrazioni di colore diverso)

Il consiglio comunale martedì notte ha bocciato (undici voti a tredici) la proposta di un investimento per realizzare alcuni nuovi percorsi, in particolare quello tra la stazione e le scuole superiori.

Il tema è concretissimo: gli studenti sono gli utenti degli unici servizi di trasporto pubblico affollati a Gallarate, le corse del mattino tra la stazione Fs e gli istituti scolastici. Un potenziale pericolo, se gli autobus dovessero viaggiare con un affollamento “normale”. Un problema comunque non immediato da risolvere, se fossero introdotte limitazioni al numero di posti, a settembre.

Per questo Pd, civica Città è Vita e PiùGallarate hanno preparato una proposta, presentata in aula – come emendamento condiviso da tutte le opposizioni – da Anna Zambon. Interventi “leggeri” ipotizzati anche alla luce «delle risorse della Regione e sulla scia del Decreto Rilancio», che dà nuove possibilità per le reti ciclabili (qui una buona sintesi) e ha istituito fondi per acquisti di bici e mezzi elettrici.

La proposta non ha convinto comunque a maggioranza, che pure dice di condividere lo spirito. «In un territorio come quello di Gallarate, con una certa struttura delle strade, crediamo che la struttura della viabilità non sia pronta, pensiamo che proporlo allo stato attuale non sia credibile» ha detto Corrado Canziani della Lega Nord, che ha rivendicato invece l’approccio “educativo” all’uso della bicicletta usato fin qui dall’amministrazione. «Un percorso credibile dovrebbe essere continuo e con un asfalto diverso da quello della strada».

In sostanza: non piace l’idea delle corsie ciclabili, come ribadito ancora dal consigliere De Bernardi Martignoni (Fratelli d’Italia). Ma più in generale era già emersa una scarsa fiducia sui cambiamenti di comportamenti ribadita di recente anche da parte del sindaco Cassani («Voler provare ad inculcare alla gente qualcosa che non gli appartiene non sortisce alcun effetto»)

Dalle file delle minoranze il consigliere Giovanni Pignataro (Pd) ha anche detto che il momento storico è favorevole, in particolare grazie alle modifiche al Codice della Strada, ma non solo:«I dati ci dicono che a Milano lo scorso weekend il 54% dei cittadini si è spostato in bicicletta.  Il vecchio Piano Urbano del Traffico, che è sempre in un cassetto, ci diceva che a Gallarate la quota di spostamenti in bici era del 9%. Magari in passato non siamo stati incisivi, ma ora ci sono nuove possibilità: le corsie ciclabili consentono di dare continuità ai percorsi». 

Fin qui la discussione sulla proposta (che prevedeva risorse specifiche) presentata delle opposizioni. Il tema trasporti, però, rimane aperto. Dalle file della maggioranza Martignoni ha chiesto più risorse per il Trasporto Pubblico, confidando, essenzialmente, nell’aumento delle corse scolastiche (unico segmento a grande carico del servizio di Amsc). Ne ha parlato l’assessore all’istruzione Massimo Palazzi rispondendo a una più ampia interrogazione sul tema della scuola, che sconta ancora molte (forse troppe) incertezze a livello di provvedimenti governativi.

A proposito dei trasporti da e per le scuole, in particolare superiori, Palazzi ha infatti citato una «comunicazione indirizzata all’Agenzia di Bacino del trasporto pubblico» in cui si ipotizza – per ora in modo generico – che si possa prevedere «un accesso [a scuola] scaglionato di due ore, ad esempio 8 e 10», per evitare l’affollamento dei mezzi pubblici e davanti alle scuole. «Solo una ipotesi», ha detto Palazzi. Che però poi ha anche parlato di un primo «confronto per verificare l’utilità concreta di forme alternative di mobilità», che dovrò essere «scevro dalla componente emozionale e contingente». In sostanza: decidere senza troppa fretta.

L’anno scolastico parte a settembre e ancora ci sono molte incertezze, ma potrebbero esserci anche spazi per riaprire la discussione. Non è detto che anche le città che hanno avviato reti ciclabili “d’emergenza”  diano già qualche indicazione sull’utilità e sull’effettivo uso. La bella stagione e il minor traffico stanno spingendo più persone a usare la bici (è una impressione, anche se c’è chi sta facendo calcoli). E prima che arrivi il gran caldo c’è anche tempo per farci la abitudine: più si pedala, meno fatica si fa.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 28 Maggio 2020
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