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La Scala, il Monte Rosa e il Naviglio: le tappe di Crowdforest per l’ambiente

L’iniziativa dell’associazione no-profit per ricordare l’urgenza di cambiare marcia sull’ambiente

Crowdforest

Una marcia simbolica per cambiare marcia. Una lunga pedalata da Piazza della Scala al Monte Rosa organizzata da CrowdForest, passando dal Naviglio e dal canale Villoresi. Non è la fatica che conta, ma mettersi in moto per capire che si deve cambiare.

Sabato 27 giugno, l’associazione no-profit CrowdForest – nata nel 2018 con l’impegno di riforestare ampie aree boschive devastate dagli incendi – si metterà in sella in una ‘climate action’ per ricordare a tutti che “se non si cambia marcia siamo fregati, esattamente come lo sono già i ghiacciai che andremo a risalire”.

La pedalata è aperta a tutti, anche a chi non ha il tempo o la preparazione per affrontare 300 chilometri di percorso con 5000 metri di dislivello: la prima parte sarà sul bel percorso del Naviglio Grande, che attraversa i comuni dell’Altomilanese come Abbiategrasso, Robecco sul Naviglio, Cassinetta di Lugagnano e Turbigo, e il canale Villoresi che parte da Somma Lombardo. E sarà affrontata a fianco dei ragazzi e e le ragazze di Fridays for future ed Extincion Rebellion, che prima dell’emergenza Covid riempivano sovente le piazze delle principali città italiane per chiedere un cambio di passo sull’ambiente.

L’idea è di due alpinisti, Giovanni Ludovico Montagnani e Michele Dondi, che già a gennaio erano arrivati al World Economic Forum di Davos in sci, partendo da Sondrio. “Il nostro intento – aveva spiegato Giovanni Montagnani a VareseNews – è promuovere l’idea che le multinazionali inquinanti debbano pagare per i danni che provocano invece di trovarsi in Svizzera a farsi belli con i loro progetti di rivoluzione del capitalismo”. “La via percorsa che percorreremo – dichiarano i membri di CrowdForest – è interamente visibile da Milano, ma è destinata a scomparire entro pochi anni a causa della crisi climatica. Abbiamo organizzato questa azione per ricordare a tutti che non dobbiamo tornare alla normalità, perché la normalità era il problema”.

Pubblicato il 26 Giugno 2020
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