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‘Ndrangheta e rifiuti, giudizio immediato per Efrem e gli altri

Insieme a lui, accusato di essersi messo a disposizione della locale di Legnano attraverso l'emissione di false fatture, andranno a processo a Como anche Frustillo, Lillo e i fratelli Rispoli

Paolo efrem matteo guarneri

Giudizio immediato per Paolo Efrem, Daniele Frustillo, Giuseppe Lillo, Vincenzo e Raffaele Rispoli finiti in manette a seguito dell’operazione conclusa quest’estate (era il 13 luglio) con l’esecuzione delle ordinanza di custodia cautelare firmate dal Gip Sara Cipolla nell’ambito dell’inchiesta del sostituto procuratore della Dda di Milano Silvia Bonardi sul traffico di rifiuti e su una serie di false fatturazioni che erano, sostanzialmente, delle vere e proprie estorsioni nei confronti di Matteo Molinari, titolare della Smr Ecologia con sede legale a Busto Arsizio e sede operativa in provincia di Como.

Il prossimo 12 gennaio 2021 l’ex-consigliere comunale di Busto Grande apparirà davanti alla corte comasca per rispondere delle false fatture che avrebbe emesso con l’intento di far transitare le estorsioni ai danni del proprietario della Smr Ecologia da parte del gruppo di appartenenti e fiancheggiatori della locale ‘ndranghetistica di Legnano.

La cosca di Legnano-Lonate Pozzolo si era insinuata, sostanzialmente taglieggiando dal 2014 al 2018 il proprietario dell’azienda. Giovanni Lillo, classe 1972, genero del capo indiscusso della locale (Vincenzo Rispoli, attualmente al 41bis) era stato assunto in azienda per volere della locale e le continue e incessanti richieste di denaro da parte degli esponenti della cosca veniva soddisfatto attraverso la creazione di fondi neri grazie a fatture false per una cifra di 100 mila euro.

Qui entra in gioco Paolo Efrem che, attraverso una ditta individuale a lui intestata, avrebbe favorito la creazione di questi fondi che venivano poi utilizzati per pagare i soggiorni dei familiari di Rispoli (la potente famgilia cirotana dei Farao) al nord. Efrem avrebbe fatto anche da autista a Daniele Frustillo, arrestato nell’operazione Feudo che aveva scoperchiato il complesso viaggio dei rifiuti dal nord al sud (e per la quale sono arrivate le condanne di primo grado), e ad altri esponenti della cosca per portarli al carcere di Novara in visita a parenti detenuti.

Paolo Efrem è entrato in consiglio comunale a marzo del 2018 dopo che Matteo Tosi, garante cittadino dei detenuti e unico consigliere eletto nella lista Busto Grande, aveva deciso di presentare le dimissioni, favorendo l’ingresso di Efrem. Secondo l’accusa anche la campagna elettorale del 2016 sarebbe stata sostenuta dalla famiglia Rispoli.

Per il difensore di Frustillo ed Efrem (che negli interrogatori di garanzia si sono avvalsi della facoltà di non rispondere) tutto si giocherà nel dibattimento. Luigina Pingitore proverà a dimostrare che Matteo Molinari non è credibile e che le sue dichiarazioni nei confronti dei suoi assistiti siano state dettate dalla profonda crisi in cui versava la sua attività e per avere uno sconto di pena per i reati commessi nella precedente inchiesta Feudo che aveva scoperchiato un traffico illecito di rifiuti.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 09 Ottobre 2020
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