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In Minor Keys, la Biennale delle soglie

L'ultima visione di Koyo Kouoh prende forma attraverso 110 artisti provenienti da tutto il mondo. Un percorso sensoriale che intreccia memoria, spiritualità e immaginazione, affiancato dal Padiglione Italia di Chiara Camoni.

Generico 06 Jul 2026

In Minor Keys è il titolo scelto da Koyo Kouoh, prima della sua scomparsa dove si intrecciano temi come l’incantamento, la fecondità la condivisione portate avanti dal suo team. Sono 110 artisti gli provenienti da contesti geografici differenti. La mostra non procede per sezioni, ma per priorità sotterranee che trovano suggestioni nei riferimenti letterari di Toni Morrison e Gabriel García Márquez, accomunati dall’attraversamento di mondi e soglie temporali e da un realismo magico che intensifica il registro emotivo.

Per Koyo, il nucleo concettuale della mostra si articola attorno a motivi non definiti in astratto, ma scelti a partire da opere capaci di coinvolgere insieme anima e intelletto. L’intreccio di questi motivi si traduce in una composizione che non procede per sezioni, ma per priorità sotterranee: “Are”, che pur dando centralità a due figure maggiori evita l’impostazione retrospettiva; processioni; meraviglia contrapposta a cinismo verso il potenziale trasformativo dell’arte; riposo spirituale e fisico delle oasi, intese come tonalità o isole interne ai singoli universi creativi; e infine “Scuole”, espressione del suo impegno nella costruzione di istituzioni orientate a un fine sociale.

Generico 06 Jul 2026

IL PADIGLIONE ITALIA
Il padiglione Italia porta la firma di Chiara Camoni. La mostra Con te con tutto curata da Cecilia Canziani si compone di opere realizzate appositamente per la mostra e lavori esistenti, secondo una pratica combinatoria, di riutilizzo e risemantizzazione, già utilizzata dall’artista e suggerita dalla stessa natura delle sue opere. Ai materiali noti del lavoro dell’artista se ne uniscono di inediti: plastiche riciclate, scarti di lavorazioni industriali e oggetti trovati sono qui convocati a raccontare il paesaggio contemporaneo, invitandoci a riconoscere la bellezza anche nello scarto.

Generico 06 Jul 2026

Un bosco di 24 figure: Colonne, Sister e Daimon, figure antropomorfe che, per le loro dimensioni di poco maggiori alla scala umana, instaurano un dialogo diretto con il corpo dei visitatori e delle visitatrici. Rivolte verso l’ingresso del Padiglione, esse appaiono parte di un medesimo consesso, un’adunanza a cui chi accede può prendere parte e di cui allo stesso tempo costituiscono l’ideale oggetto. Modellate a colombino o composte di una miriade di piccoli elementi di terracotta che danno forma a corpi in potenziale metamorfosi, appaiono nella semioscurità come divinità minori arrivate da un passato molto lontano per interrogare il nostro presente. Sono tutte diverse le une dalle altre: alcune hanno lineamenti più definiti, un volto, un corpo riconoscibile, mentre altre hanno una forma aperta. Sono fatte di argilla, adornate con arbusti, conchiglie e pietre, ma anche frammenti di plastica e rifiuti trovati negli immediati dintorni dello studio dell’artista.

La seconda tesa appare in luce, come un mondo in costruzione composto di elementi naturali, artefatti e oggetti riciclati che proseguono e ampliano la riflessione dell’artista sulla materia. Ai lati si sviluppano due grandi gruppi di lavori costituiti principalmente da pavimenti in marmo e sculture dalla forma domestica, ricavata da mobili ricombinati e dipinti con verderame, le Casette, al cui interno sono ospitate le opere della sezione Dialoghi: una punteggiatura di opere, affidata a Lucia Aspesi e Fiammetta Griccioli, che mettono in relazione il lavoro di Camoni con altri linguaggi, cronologie e figure tra cui Fausto Melotti, Alberto Martini, Marisa Merz e che si aggiungono alle opere di Luca Bertolo, Lucia Leuci, Alessandra Spranzi, Bettina Buck, già precedentemente incluse da Camoni in alcune delle sue opere. Particolarmente suggestiva è l’associazione tra Che cosa resta, video commissionato ad Alice Rohrwacher, e un’anfora attica di fine VII secolo a.C. proveniente dalla Fondazione Rovati.

Generico 06 Jul 2026

IL PROGETTO DI ALLESTIMENTO
All’inizio del 2025, Koyo ha affidato a Wolff Architects (Città del Capo) il progetto di allestimento di In Minor Keys, invitando lo studio a lavorare sul potenziale trasformativo della soglia come apertura verso forme alternative di conoscenza ed esperienza. Ne è scaturita un’architettura generosa verso l’universo di ciascun artista, attenta alla dimensione sensoriale del passaggio tra costellazioni di pratiche: nel Padiglione Centrale ai Giardini e all’Arsenale, grandi banner color indaco sospesi dalle travi fino a sfiorare il pavimento segnano le soglie, preparando i sensi al disvelamento di un ambiente e al transito verso il successivo.

Generico 06 Jul 2026

100 Partecipazioni Nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. 7 i Paesi presenti per la prima volta alla Biennale Arte: Repubblica di Guinea, Repubblica di Guinea Equatoriale, Repubblica di Nauru, Qatar, Repubblica di Sierra Leone, Repubblica Federale di Somalia, Repubblica Socialista del Vietnam. Partecipa per la prima volta con un proprio padiglione El Salvador.
Non una mostra ma un percorso sensoriale il Padiglione della Santa Sede, nel Complesso di Santa Maria Ausiliatrice e nel Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi.

Fino al 22 novembre.

Via Confalonieri, 5

Castronno

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di luglio

Erika La Rosa
erika@varesenews.it
Ascolto le storie del mondo per conoscere il passato, vivere il presente e sognare il futuro. Scrivo per condividere le emozioni con il lettore che per me è il vero protagonista.
Pubblicato il 07 Luglio 2026
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