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Diplomata o laureata e una su due non lavora. L’identikit delle donne maltrattate di Eva Onlus

In un anno 180 donne della zona di Busto, Gallarate e Somma Lombardo si sono rivolte all'associazione: "La violenza sulle donne è in tutti gli strati sociali e culturali"

nuova sede eva onlus busto arsizio

Se c’è qualcosa che la pandemia da coronavirus non ha rallentato è la violenza sulle donne. Lo confermano i dati forniti da Elisabetta Marca, avvocato e presidente di Eva Onlus, associazione che si occupa di donne maltrattate da 15 anni e che fa da referente per l’area di Busto Arsizio, Gallarate e Somma Lombardo.

Sono 180 i casi trattati dall’associazione che proprio oggi ha inaugurato una sede più ampia e sicura all’interno dei Molini Marzoli di Busto Arsizio: «Una ogni due giorni si rivolge a noi, tramite il numero diretto ma sempre più spesso attraverso il 1522 (numero nazionale dedicato) – racconta – di queste 79 sono state accolte a Gallarate mentre 32 vengono quasi tutte dalla Valle Olona, un’area che fa riferimento ad un’altra associazione anti-violenza».

Si tratta di donne di tutti gli strati sociali (144 sono diplomate o laureate), il 50% di loro risulta disoccupata e hanno età che vanno dai 16 anni (4 casi) agli 84 (2 casi). La metà delle donne che quest’anno si sono rivolte al centro ha seguito tutto il percorso, 12 (i casi più a rischio) sono state collocate in casa rifugio mentre 46 hanno subito una violenza sessuale (nel 70% dei casi le violenze sono avvenute in presenza di minori).

Sono numeri piuttosto duri da digerire, quelli forniti dall’associazione che di anno in anno ha saputo strutturarsi con professionalità importanti (una decina di avvocati, psicoterapeuti, assistenti sociali, tirocinanti, insegnanti) e che si rivolge anche ad enti esterni per fare informazione e formazione, soprattutto: «Anche con la pandemia non abbiamo fermato i nostri corsi di formazione per insegnanti e operatori che ora sono on line».

L’associazione ha un’operatività garantita sull’arco delle 24 ore e collabora attivamente con le forze dell’ordine della zona per dare supporto immediato alle vittime di violenza: «Chiediamo sempre che cosa si aspettano da noi le donne che vengono qui – conclude Cinzia Di Pilla – e alla fine chiedono solo di tornare alla vita di prima, una cosa semplice ma per niente scontata quando si subisce la violenza da chi diceva di amarti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 Novembre 2020
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