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Meno “naturale” e con alberi meno grandi, il progetto per la piazza stazione di Gallarate non convince il Comitato

A ottobre il Comitato Salviamo gli alberi di Gallarate ha ottenuto copia del progetto definitivo. "Non sarà un progetto a saldo zero e non risolverà problemi. E non lo diciamo solo noi"

Piazza stazione Gallarate

Il progetto per piazza stazione di Gallarate trasforma «una zona verde in una zona decorativa», «non risolve nulla dei problemi di viabilità» e «ripropone gli errori fatti nel 2007 con Piazza Risorgimento». È il giudizio del Comitato Salviamo gli Alberi di Gallarate, dopo aver letto e analizzato le pagine del progetto (anzi: dei progetti, perché almeno si è passati da almeno quattro versioni) e tutte le relazioni, quelle agronomiche e quelle della Commissione Paesaggio.

Il Comitato ha ricevuto i documenti tre settimane fa, dopo un accesso agli atti e (nell’attesa) una serie di polemiche con il sindaco Andrea Cassani e l’assessore Rech. In estate il nodo del contendere – con tanto di minacce di querela – era il numero di alberi da tagliare: il sindaco contestava l’affermazione sulle “tredici piante da abbattere”. «Ma i dati che citavamo allora erano i dati forniti dall’amministrazione in quel momento» specifica Filiberto Zago, affiancato in conferenza stampa (in realtà su Zoom) da Camilla Colombo e da Olivia e Laura Pastorelli.

Come detto il Comitato ha ricostruito tutti i passaggi tra i diversi progetti: da quello di febbraio (otto abbattimenti, «per cinque vengono addotte ragioni fitosanitarie, per altri tre si dice chiaramente per motivi legati al progetto») a quello di aprile in cui si ipotizza l’abbattimento di tutti gli otto alberi della zona centrale con la trasformazione della zona centrale in un ampio passaggio pavimentato.

Fino al terzo progetto di luglio, rivisto dopo le sollecitazioni di un organismo di vigilanza: «Al 22 luglio la Commissione Paesaggio chiede una nuova modifica del progetto: la Commissione sottolinea che l’area del degrado si concentra nel portico, e non nella zona centrale come dice il Comune, e chiede il mantenimento delle grandi essenze arboree. Al 29 luglio il nuovo progetto prevede la riduzione del camminamento a 4 metri e la riduzione a 10 degli abbattimenti, cinque nel filare di fronte ai portici, cinque nell’area centrale» spiegano Laura e Olivia Pastorelli.

Infine ad agosto 2020 il progetto definitivo, dopo che «la Commissione Paesaggio chiede il salvataggio dei due cedri». Il nuovo disegno della piazza, approvato dalla  Sovrintendenza, prevede abbattimenti contenuti a otto esemplari e sostituzione con nuove essenze (soprattutto: magnolie al posto di querce). E qui torna l’interpretzione diversa dei numeri: «Per il Comune il saldo è zero: -8 piante tagliate +8 piantumazioni nuove. Per noi del Comitato invece quelli sono organismi viventi, è una perdita». E trattandosi di organismi viventi, si parla anche di età diverse: le nuove piante saranno molto più giovani e più piccole di quelle che sostituiranno, sottolineano.

Piazza stazione Gallarate

È un po’ quel che si è visto in piazza Risorgimento nel 2007: oggi le piante dal lato della chiesa di San Francesco iniziano ad essere consistenti come altezza e chioma, ma certo sono lontane dall’imponenza degli alberi del giardinetto che esisteva prima della rotonda. Piazza Risorgimento è un precedente a cui il Comitato (nato in quell’occasione) si rifà nell’analisi dell’attuale proposta per piazza Giovanni XXIII.

Ad esempio sull’idea del «prato sostituito da arbusti»: «si ripete l’errore di piazza Risorgimento con arbusti diventati nel tempo ricettacolo di rifiuti e che alla fine sono stati tagliati». Nel progetto non convince poi la scelta di inserire gli alberi non in una zona di prato a verde ma “ingabbiati” in zone circondate dalla pavimentazione. E ancora non convince «l’illuminazione all’interno dei filari, che ci fa temere in futuro altri abbattimenti se ci saranno problemi» o l’uso di calcestruzzo drenante, «nel progetto si parla di un intervento delicato e rischioso per le modalità di realizzazione».

Generico 2018
La piazza a fine inverno 2020

«Gli alberi portano miglioramento per le temperature e benessere psicologico a chi vive una zona verde» dice Camilla Colombo. E in questo senso il Comitato contesta il senso generale dell’intervento: una “urbanizzazione” di uno spazio che invece potrebbe essere ripensato sì, ma nel senso di aumentarne l’aspetto naturalistico, riscoprirlo come zona verde tra stazione e centro.

Tanto più che «il tema della viabilità non viene minimamente affrontato», visto che le attuali corsie e i parcheggi non vengono modificati. Un ultimo dettaglio è l’assenza di prospettiva sulla mobilità dolce:  «Si parla di piste ciclabili, vengono citate ma poi non esistono nel progetto».

E ovviamente il progetto ha un costo, 800mila euro.  «Di cui 280mila erano nel capitolo destinato alle scuole e ora vengono messi nel capitolo per il rifacimento della piazza».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 14 Novembre 2020
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