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Ex-calzaturificio Borri, parte l’operazione memoria: “Un documentario per celebrarlo”

È nata una pagina facebook che chiede a chi ci ha lavorato di mettere a disposizione manufatti, testimonianze, fotografie per ricostruire 100 anni di storia dell'edificio, attualmente in fase di recupero

Il Calzaturificio Borri ieri, oggi e domani

Si chiama “Memorie del Borri” ed è alla ricerca di documenti, oggetti, manufatti ma anche testimonianze dirette, per celebrare il Calzaturificio Borri in un documentario. La pagina facebook, creata nei giorni scorsi, sta iniziando a girare sui gruppi social della città e mira a realizzare un racconto dello storico calzaturificio avviato al recupero in questi mesi con un primo intervento di messa in sicurezza.

Mentre la città si interroga sul destino futuro dell’edificio tra chi propone di farne un parco e chi un incubatore di startup innovative, c’è chi si interroga sulla sua storia che si intreccia con quella di Busto Arsizio: «Fondato nel 1892, il Calzaturificio Giuseppe Borri è stata una delle realtà imprenditoriali più importanti di Busto Arsizio. Ecco perché vogliamo celebrarlo in un documentario» – scrivono i promotori dell’iniziativa che cercano documenti, fotografie, testimonianze di un’epoca che fu.

Tra le sue mura, infatti, sono passati 100 anni di storia dell’imprenditoria cittadina e del lavoro delle migliaia di bustocchi e bustesi che hanno passato un giorno o un’intera vita tra quelle mura piene di macchinari e pelli. La storia del calzaturificio è raccontata anche su wikipedia , fondato da Giuseppe Borri nel 1892, è cresciuto negli anni fino a contare 700 operai e operaie, poi la fase del declino fino alla chiusura nel 1990.

Qualche anno dopo il Comune di Busto Arsizio acquistò lo stabile che iniziava a degradarsi, con l’obiettivo di farci la nuova sede municipale ma il progetto non andò mai in porto e le diverse amministrazioni che si sono susseguite hanno tentato a più riprese di trovare una destinazione e i fondi per rimetterlo in sesto.

Dopo vari tentativi andati a vuoto l’arrivo della Coop che, nell’ambito di una convenzione con l’amministrazione guidata da Gigi Farioli, ha avviato un primo intervento di restauro conservativo. Ora è il momento di raccontare in modo collettivo una grande impresa della città, ma serve l’aiuto di tutti.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 17 Dicembre 2020
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