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A Gallarate la Pro Loco sta organizzando la Gioubia, ma si potrà seguirla solo online

La Pro Loco pensa a un momento "a porte chiuse", nello spazio dell'oratorio Arnate, e sta predisponendo la diretta streaming. Per assicurare la tradizione, senza che diventi una manifestazione pubblica

Gioeubia Gallarate Arnate

«Nel ricordo e nel rispetto delle tradizioni», la Pro Loco di Gallarate anche quest’anno vuole garantire il momento della gioeubia, il benaugurante “rogo della Giubbiana”.
Certo: come in tante altre località, anche qui la Pro Loco deve far ricorso a modalità nuove, per assicurare l’evento con modalità compatibili con le prescrizioni in tempo di pandemia e, in particolare, in “Zona rossa”: il rogo della Gioeubia sarà a porte chiuse, ma visibile online.

«Non sarà, infatti, ammessa nessuna presenza di pubblico al falò» chiarisce subito Vittorio Pizzolato, presidente della Pro Loco, che già settimana scorsa ci aveva anticipato l’intenzione di assicurare l’appuntamento. «Il pubblico potrà assistere al rogo in diretta streaming». Due saranno le possibilità: ci si potrà collegare alla pagina Facebook Pro Loco Gallarate (qui) e oppure al canale youtube della Comunità Pastorale Maria Regina della Famiglia (qui).

«Il rogo sarà acceso nel cortile dell’oratorio San Giovanni Bosco di Arnate», alle 20 di giovedì 28 gennaio, l’ultimo giovedì del mese, come da tradizione. «La manifestazione si è resa possibile grazie alla partecipazione del gruppo dell’oratorio di Arnate che si è occupato della catasta di legno e della realizzazione del fantoccio».

L’oratorio di Arnate è stato individuato anche come spazio più adatto, per evitare anche ingressi di pubblico e mantenere rigorosamente limitato il numero di “addetti ai lavori”: «Per motivi di sicurezza saranno ammesse solo quindici persone autorizzate da Pro Loco e oratorio – continua Pizzolato – e alla fine dell’evento ne rimarranno in loco soltanto cinque per sorvegliare la brace residua fino allo spegnimento della stessa» (foto: gioeubia 2016).

Certo, mancherà tutta un’altra parte della festa: non ci sarà il pentolone “da Guinness dei primati” per cucinare il risotto con la luganega, non ci sarà la serata insieme con le patatine, non ci sarà il saluto di “Re risotto” che interpreta le fiamme che si levano alte. Ci sarà il falò, da vedere e ascoltare da casa, con il suo «significato catartico e di purificazione»  che come tutti gli anni si spera sarà «di buon auspicio per tutta la nostra comunità», dice Pizzolato nella lettera inviata al sindaco Cassani e a monsignor Festa, per spiegare le modalità con cui viene proposto l’evento (va ricordato che le manifestazioni pubbliche sono vietate: anche il falò di Sant’Antonio a Varese è stato organizzato in modo minimale).

Nel frattempo anche altre Pro Loco si stanno organizzando per assicurare in qualche modo il momento tradizionale: si parla di Gioeubie trasmesse online, ma anche di altre soluzioni “creative” per portare nelle singole case il clima di festa comunitaria. Perché valgono sì le fiamme, ma soprattutto l’idea di fare qualcosa insieme, anche se quest’anno non vicini.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 Gennaio 2021
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