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“Sulla ciclabilità Gallarate ha perso tutte le occasioni di questi anni”

Dopo la bocciatura dell'intervento su via Renzo Colombo, il consigliere Pd Giovanni Pignataro sottolinea anche un altro caso: il progetto di via Monte Leone non finanziato nel 2018

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«È l’ennesima occasione persa, in una città che non ha una progettualità a lungo termine e che continua a perdere finanziamenti». Dopo la bocciatura dell’ultimo intervento di ciclabili proposto da Gallarate, il consigliere Pd Giovanni Pignataro critica l’approccio dell’amministrazione Cassani. E svela anche un altro finanziamento andato perduto: «tra i progetti che hanno avuto esito negativo c’è anche il progetto della ciclabile di via Monte Leone, tra Largo Mozart e via Gramsci, bocciato dalla Regione nel 2018».

I due casi vengono sottolineati da Pignataro come la cartina di tornasole – per dirla in termini un po’ ripetitivi – di un approccio che non ha dato risultati: «Dispiace che in cinque anni non si sia stato fatto neppure mezzo metro di ciclabile in più e che neppure sia stato stato fatto alcun intervento di miglioramento delle ciclabili esistenti nei cinque anni del centrosinistra, benché queste fossero state criticate aspramente dalla maggioranza che sostiene Cassani».

«Gli interventi per una mobilità diversa si sono rivelati assolutamente secondari per Cassani e la sua maggioranza. In secondo luogo manca completamente una strategia: in questi 5 anni sono stati attivati numerosi bandi, come mai prima, derivanti da finanziamenti europei: neppure uno di questi è stato intercettato dall’amministrazione comunale.  È il frutto di una assenza di un mobility manager o di una struttura dedicata ai bandi».

Quanto al caso specifico dell’ultimo progetto bocciato, Pignataro aggiunge anche una critica di merito sul progetto che prevedeva un breve tratto di nuova ciclabile, per connettere via Renzo Colombo con via Pietro da Gallarate (già proposto anche da Legambiente): «L’intervento prevedeva di spendere 533mila euro per sessanta metri di pista ciclabile, con un costo di 8mila euro a metro lineare: una cifra folle che non era giustificata dal beneficio». L’amministrazione sosteneva il progetto anche come variante all’asse ciclabile di via Leonardo Da Vinci, realizzato dal centrosinistra e sulla cui funzionalità l’assessore Sandro Rech ha spesso polemizzato.  

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La corsia ciclabile (bidirezionale) di via Leonardo da Vinci, che si connette alla pista ciclabile su due lati in via Fogazzaro (nella foto che apre l’articolo)

«L’intervento era stato presentato anche per il bilancio partecipato, con una previsione di spesa di 17mila euro, ma poi si è scoperto che occorreva espropriare alcuni terreni. Con un costo di oltre 500mila euro l’opera non appariva prioritaria: con la stessa cifra si sarebbe potuto investire altrove, anche sulle ciclabili esistente, come – per fare un esempio – quella della Mornera dove effettivamente la corsia si può proteggere maggiormente. Con quel costo si potevano fare 3-4 km in sede propria, come piacciono al consigliere Simeoni: il costo medio al km è di 120mila euro».

La bocciatura (del 2018) della ciclabile Crenna-Moriggia

L’altro intervento (bocciato) che è citato da Pignataro è il progetto di ciclabile con via Monte Leone: un tratto di poco più di 500 metri che avrebbe connesso il cavalcavia di Largo Mozart  (Crenna-Ronchi) con via Gramsci, asse centrale del quartiere di Moriggia. «La spesa prevista era di 199mila euro e qui certamente è un peccato aver perso il finanziamento, perché avrebbe consentito di realizzare un asse continuo su una via trafficata».

In quel caso, va precisato, il progetto fu dichiarato “ammissibile” nella graduatoria regionale pubblicata a dicembre 2018, ma non fu finanziato perché era 13esimo nell’elenco (l’ultimo finanziato fu quello della città di Saronno).

Lo scontro sulla ciclabilità a Gallarate e i progetti ancora in attesa

Il tema della ciclabilità è oggetto di scontro da tempo tra maggioranza e Pd.
Il consigliere dem Pignataro, che per tre anni (2013-2016) ha ricoperto l’incarico di assessore all’urbanistica, ha sostenuto soprattutto l’approccio basato sulle “corsie ciclabili”: ciclabili “leggere”, ricavate dalla sede stradale tracciando con righe gialle la porzione di carreggiata destinata alle biciclette. L’idea delle corsie ciclabili, che si basa su molte esperienze estere e che in questi anni ha avuto anche applicazioni in Italia, è che aumentino la visibilità e l’attenzione reciproca tra diverse categorie della strada: la presenza di una segnalazione su strada aumenta l’attenzione dell’automobilista verso il ciclista, ma al contempo anche l’attenzione ciclista (che non pedala su sede dedicata).

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La corsia ciclabile in via Carlo Noè

Il centrodestra ha sempre contestato questo approccio, sostenendo invece altre priorità (tra cui l’educazione stradale). Tra i progetti ancora in attesa di esame ci sono quelli presentati nell’ultimo bando statale di mobilità: l’idea presentata al Ministero dall’assessore Sandro Rech punta a finanziamenti per una “ciclostazione” dietro la stazione FS (lato Sciarè) e una sistemazione dell’esistente corsia ciclabile di viale Milano, con l’inserimento di un cordolo di protezione al posto della sola linea gialla.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 19 Gennaio 2021
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