In bici sulle strade della memoria, insieme ai “ragazzi della Leopoldina”

L'iniziativa in bici dell'Anpi della zona del Castanese ha toccato vari luoghi della memoria, fino alla cascina di Cuggiono simbolo della Resistenza dei partigiani ma anche dei civili

Pedalata partigiana

Emilio Vismara ha voluto esserci anche quest’anno: è l’ultimo testimone dell’eccidio della Leopoldina, il giorno in cui i fascisti uccisero quattro partigiani e deportarono i contadini della cascina di Cuggiono. Emilio Vismara ha voluto essere presente, all’arrivo del folto gruppo di persone in bici che si sono aggregate nella “biciclettata partigiana” organizzata dalle sezioni Anpi della zona e dall’Ecoistituto della valle del Ticino,

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Pedalata partigiana 2021 Castanese 4 di 10

La Leopoldina è stata il punto di approdo: «Ricordare significa difendere il valore della nostra democrazia» ha detto nella corte della cascina il sindaco di Cuggiono Giovanni Cucchetti. , dopo la lettura – introdotta da Bruno Rainoldi di Anpi Cuggiono-Inveruno – del racconto del drammatico rastrellamento della Leopoldina, che vide quattro partigiani fucilati e i contadini arrestati e in parte deportati.  Emilio Vismara- bambino –  quel giorno fu allineato al muro della cascina per ore, in braccio alla sua mamma.

«Ricordiamo e rendiamoci degni di chi ha dato tutto» ha aggiunto il collega di Casorezzo Pierluca Oldani, che ha richiamato il valore attuale della Resistenza: «La limitazione della libertà non deve lasciarci mai tranquilli» ha detto Oldani, riferendosi ad esempio alle «leggi liberticide varate in Ungheria di Orban» e tollerate dall’Europa per troppo tempo (solo di recente la Ue ha preso una posizione più ferma).

La bicicletta ha avuto i patrocini dei Comuni di Arconate, Buscate, Casorezzo, Magnago, Robecchetto con Induno, Vanzaghello, tutte località toccate dal percorso o che custodiscono la memoria della Resistenza. Dal sacrificio del gappista garibaldino Maurizio Macciantelli a quello dei tre martiri di Castano (il cimitero della cittadina conserva ancora il muro della fucilazione, nella foto sotto), dalla memoria dei partigiani uccisi e gettati nel naviglio Grande al ruolo di Cuggiono e della Leopoldina.

Pedalata partigiana

Cuggiono fu un centro di inattesa cospirazione, animata da un prete, don Giuseppe Albeni, che spinse man mano molti giovani a passare alla militanza contro la dittatura. Tra loro c’erano i fratelli Chiovini (originari di Verbania, fecero poi da tramite con la Resistenza in Ossola), ma c’erano anche tanti giovani che formarono le brigate “azzurre” della zona (oltre all’Anpi è intervenuto in visita anche Gianni Mainini, dell’associazione Fivl “Raggruppamento Alfredo Di Dio”, che fa memoria dei partigiani cattolici).

Pedalata partigiana

Le brigate azzurre furono protagoniste in particolare dell’insurrezione finale nei giorni del 25 aprile, arrestando due diverse colonne tedesche a Inveruno e Busto Arsizio, mentre i garibaldini travolgevano i presìdi fascisti nel Novarese.
Già dieci giorni prima i garibaldini avevano cercato di rompere gli indugi assediando Arona: in quell’occasione morì il diciassettenne cuggionese Giovanni Rossetti “Saetta”.

Pedalata partigiana

Rossetti è stato ricordato anche domenica: alla Leopoldina c’era anche il fratello minore, tra gli ultimi legami diretti con quelle vicende. Poi resterà solo l’impegno affidato a chi non c’era: la memoria si fa anche in sella alla bici.

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di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 12 Luglio 2021
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