I sindaci e i servizi che chiudono all’ospedale di Somma. “Serve un confronto”

L'ospedale Bellini assicura servizi a un bacino che va dal Gallaratese al Lago Maggiore e anche oltre Ticino. Di fronte al depotenziamento è diffusa la preoccupazione dei sindaci

ospedale Bellini Somma

Il ridimensionamento – almeno in parte inatteso – dell’ospedale di Somma Lombardo preoccupa cittadini e sindaci della zona. «Serve un confronto sulle scelte, l’ospedale Bellini ha un bacino ampio, che arriva fino al Piemonte».

Il sindaco di Somma Lombardo Stefano Bellaria ha lanciato l’allarme già nelle settimane scorse, a Somma verrà proposta anche una mozione (una presa di posizione ufficiale) in consiglio comunale.

«Ci siamo confrontati anche tra sindaci» dice Dimitri Cassani, primo cittadino di Casorate Sempione. «L’idea è di inviare una lettera ai consiglieri regionali che si occupano il tema sanità». Una iniziativa bipartisan, come si diceva un tempo: «Non mettiamo la politica davanti alla questione, ma confrontiamoci: io avrei piacere di parlarne con il consigliere e presidente di commissione sanità Monti (Lega, ndr) o anche con Astuti (Pd, ndr). Per capire e per fare presente i nostri dubbi su quanto sta accadendo».

«Siamo un po’ preoccupati» dice anche il collega Fabio Montagnoli, sindaco di Arsago Seprio. «L’ospedale di Somma avuto già avuto un ridimensionamento, gli era stata affidata una nuova funzione, ma ora c’è in corso uno stravolgimento di quell’indirizzo».

La sensazione di una progressiva dismissione è sentita anche da molti cittadini. C’è stato lo stop al centro trasfusionale («Abbiamo già inviato una lettera su questo», ricorda Montagnoli), oltre allo stop “emergenziale” alla riabilitazione, che pesa anche di più perché – oltre che a Somma – i servizi sono stati sospesi anche a Gallarate, con un -53 posti che lascia scoperta tutta l’area tra Gallaratese, Ticino e laghi, se non addirittura oltre, visto che una parte di utenza arriva dalla vicina zona oltre Ticino, come Varallo Pombia.

Riabilitazione a Somma e Gallarate, 53 posti cancellati

C’è l’incertezza sul destino della chirurgia oculistica, quella che doveva essere appunto la “vocazione” di Somma e che oggi si scontra con un tema più ampio: le difficoltà a garantire personale nell’Asst Valle Olona. Nel caso specifico la difficoltà riguarda ad esempio i turni degli anestesisti, ovviamente centrali nell’attività chirurgica: «Non ha senso tenere un anestesista a Somma a leggere il giornale» aveva sintetizzato un po’ brutalmente il dg Eugenio Porfido, assicurando che rimarrà l’oculistica ma non la parte chirurgica.

Dal punto di vista dei sindaci, pesa l’incertezza sulle prospettive: «Pensiamo agli investimenti che sono stati fatti sulla chirurgia oculistica» dice Montagnoli. Con tutti i dubbi sulla qualità complessiva del servizio, tema non solo locale: «Se si sposta a chirurgia oculistica a Gallarate si avrà un reparto più ampio o si allungheranno le liste d’attesa?».

Il territorio si era dimostrato anche attento nella fase di pandemia, riconoscendo l’importanza di quel presidio: «Avevamo fatto una raccolta fondi durante il periodo del Covid per donare attrezzature e presìdi medici» ricorda ancora Cassani.

Il sindaco di Vergiate Maurizio Leorato (alle ultime settimane di mandato) sottolinea in modo franco il parallelo con un’altra realtà vicina di riferimento: «Avendo seguito in questi anni le difficoltà dell’ospedale di Angera, dico che è ora si deve smetterla di togliere professionalità agli ospedali locali che garantiscono le esigenze della salute dei cittadini. In questi anni Angera ha perso tante professionalità, il che ha creato problemi sia nella organizzazione interna all’ospedale, sia per l’utenza. Si deve cambiare approccio: non chiudere i servizi per mancanza di professionalità, ma aggiungere e potenziare».

A livello locale c’è stata qualche frizione politica (a Somma), ma l’approccio dei sindaci è istituzionale.
«Se ragiono con il cuore – riflette Cassani di Casorate – dico che la maggior parte di noi casoratesi è nata a Somma, per noi vedere la riduzione dei servizi è un po’ un tradimento: ci pare di vedere una struttura che dà servizi e che viene smantellata, perdendo pezzi importanti. Dall’altra parte, affrontando razionalmente la questione, in Regione si fa un’analisi sul bacino, sui numeri, sulla necessità di un determinato numero di interventi e utenti anche per garantire piena sicurezza all’operatività, come già si diceva ai tempi della chiusura della maternità».

Tutti per il Bellini di Somma Lombardo, ma non sia attacco alla Lega

Va ricordato che più volte Regione e Asst avevano dato rassicurazioni su investimenti e mantenimento di servizi, con la programmazione di lavori sulla struttura e di un progetto più ampio con una contrazione dei 60 posti letto di oculistica e riabilitazione, “compensati” però dall’investimento su un “reparto di comunità”, a gestione infermieristica.

Sopralluogo Somma Lombardo
Gli ambulatori di via Fuser, oggetto di intervento di riqualificazione

Certo l’attuale, “emergenziale” contrazione dei servizi preoccupa. «Un sindaco per Legge rappresenta l’autorità responsabile per la salute sul territorio: anche per questo è necessario che conosca la situazione e contribuisca alle decisioni che si prendono», conclude Montagnoli di Arsago. Già Bellaria aveva chiesto di confrontarsi sì sul futuro, ma anche sul mantenimento degli attuali servizi, anche per evitare il disorientamento dei cittadini che ancora si rivolgono a Somma.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 03 Settembre 2021
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