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Scontro a Lonate Pozzolo sulle spese legali per il processo Rivolta: “Una questione etica”

La maggioranza di Uniti e liberi striglia l'opposizione dopo le richieste delle spese legali in consiglio comunale, tra cui la costituzione del Comune a parte civile nel processo che ha coinvolto l'ex sindaco Rivolta: "Sempre al fianco della magistratura"

Lonate Pozzolo generica

«Cosa avrebbe fatto questa minoranza se fosse stata alla guida di questo comune di fronte alla portata di un processo con simili imputazioni? Avrebbe voltato lo sguardo e si sarebbe dedicata a bere un bicchiere di passito coi cantucci? Avrebbe forse tirato un sospiro di sollievo per l’assoluzione decisa dal giudice di primo grado?».

Dopo che ieri sera, mercoledì 27 aprile, nel corso del consiglio comunale di Lonate Pozzolo si è discusso ancora dell‘inchiesta Krimisa per cui il Comune si è costituto parte civile, la maggioranza di Uniti e liberi torna sull’argomento accusando l’opposizione.

Il tutto è partito da un’interrogazione presentata dal gruppo “Ausilia Angelino Sindaco” in merito alle spese legali sostenute dal Comune, tra cui quelle del processo penale in cui l’ex sindaco Danilo Rivolta, l’ex assessore Francesca De Novara, Salvatore De Novara, Peppino Falvo e Cataldo Casoppero, sono coinvolti con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso.

Il procedimento di primo grado si è recentemente concluso con l’assoluzione degli imputati in quanto il giudice ha valutato che il fatto di cui gli imputati erano accusati è stato commesso in data anteriore rispetto all’entrata in vigore della norma attuale, più restrittiva, pertanto quando il fatto non costituiva ancora reato.

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“Una questione etica”

«Indipendentemente dal caso specifico in questione, costituirsi parte civile in un processo penale costituito è un atto dovuto prima che inizi il dibattimento programmato», commentano la sindaca Nadia Rosa e i suoi, «a fronte delle imputazioni molto gravi alle quali l’ex Sindaco Rivolta e alcuni cittadini sono stati accusati è stato eticamente e moralmente doveroso per l’ente comunale di Lonate Pozzolo richiedere tale costituzione».

Non effettuare questo atto avrebbe significato ritenere «irrilevante un’indagine ed un processo che Pm e giudici hanno condotto nel nome dello Stato Italiano e dei suoi cittadini col fine di tutelare i cittadini stessi mediante le leggi dell’ordinamento giuridico».

Sulle domande dell’opposizione, continuano cosi: «La questione non è tanto economica, quanto etica; l’obiettivo era quello di rimarcare la distanza del Comune e di tutti i suoi cittadini rispetto alle vicende che sono emerse dalle indagini e successivamente vagliate dai giudici nei processi».

“Un danno irrecuperabile”

Perché, sostiene la sindaca, al di là dell’assoluzione emersa dal primo grado di giudizio, il danno che il Comune ha subito è «irrecuperabile»: «Pur rispettando la sentenza di assoluzione, vi sono fatti accertati seppur non punibili poiché presumibilmente commessi prima dell’entrata in vigore di una legge più severa e restrittiva».

Da qui la scelta di fare tutto quello che era in loro potere per tutelare la reputazione e gli interessi di Lonate: «Il nostro gruppo sarà sempre al fianco della magistratura, supportandola nella sua azione di ricerca della giustizia e della legalità, costi quel che costi».

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 28 Aprile 2022
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