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Crisi idrica, Fontana dichiara lo stato di emergenza regionale fino al 30 settembre

Il decreto contiene raccomandazioni per i singoli cittadini, i Comuni e gli agricoltori ma anche la richiesta al Governo di una cabina di regia permanente tra Stato e Regioni sulla crisi idrica a livello nazionale

Generico 20 Jun 2022

Regione Lombardia in allerta per la crisi idrica. Oggi il presidente Attilio Fontana ha firmato oggi un decreto con cui ha dichiarato lo “stato di emergenza regionale” che resterà in vigore fino al 30 settembre.

Il decreto “raccomanda a tutti i cittadini di utilizzare la risorsa acqua in modo estremamente parsimonioso, sostenibile ed efficace, limitandone il consumo al minimo indispensabile”.

Inoltre, la Regione mette a disposizione dei sindaci dei Comuni lombardi uno schema di ordinanza (parte integrante del decreto), su risparmio idrico e limitazioni per l’uso dell’acqua potabile, raccomandandone la relativa adozione, salvo eventuali integrazioni ad essa in base allo specifico contesto e agli effetti della crisi idrica nei rispettivi territori.

Il decreto raccomanda ai Comuni della Regione di limitare il più possibile l’impiego dell’acqua potabile per attività per le quali non ne sia necessario l’uso (quali ad esempio il lavaggio strade, l’irrigazione dei parchi pubblici e degli impianti sportivi quali campi di calcio, tennis, golf, ecc) ma sottolinea anche, in relazione alla situazione in essere, la necessità che gli enti competenti pongano in essere le azioni necessarie a contenere e ridurre le conseguenze della crisi idrica in atto, ivi compresa l’attivazione, ove possibile, di fonti alternative di approvvigionamento idrico”.

L’atto firmato da Fontana prevede inoltre che “nei bacini idrografici della Lombardia le utenze irrigue concessionate, sia relative ad acque superficiali che sotterranee, dovranno essere gestite con parsimonia; in particolare, al fine di assicurare la massima valorizzazione della risorsa idrica irrigua disponibile i concessionari delle utenze irrigue daranno priorità al servizio irriguo tenendo conto delle colture e della loro fase fenologica”.

I concessionari delle utenze irrigue dovranno valutare “l’attivazione presso i propri consorziati di campagne di sensibilizzazione per l’uso accorto della risorsa idrica orientate al soddisfacimento dei reali fabbisogni irrigui delle colture” e “tutte le utenze irrigue assoggettate agli obblighi di monitoraggio previsti dalla Dgr 6035/2016 dovranno intensificare la frequenza di trasmissione dei dati al Centro dati Acqua e territorio rurale che gestisce il sistema regionale di monitoraggio”.

Il decreto contiene infine la richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, di formalizzare la costituzione di una cabina di regia permanente, congiunta tra lo Stato e le Regioni, per il monitoraggio della crisi idrica a livello nazionale e per la predisposizione di azioni finalizzate, sulla base della evoluzione degli scenari di severità idrica in corso, a fronteggiare adeguatamente la situazione di emergenza”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 Giugno 2022
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