Proroga al contratto Regione-Trenord, “rischio di penalizzazioni anche sui fondi Pnrr”

I consiglieri regionali Pietro Bussolati e Niccolò Carretta si sono rivolti all'Autorità di Regolazione dei Trasporti. E denunciano il rischio che, andando avanti di proroga in proroga del contratto Regione-Trenord, si vada incontro a problemi anche sui fondi Pnrr e statali

Trenord

La Lombardia rischia di perdere fondi Pnrr e trasferimenti dallo Stato, per la decisione di prorogare ancora – nel luglio 2022 – l’affidamento del servizio ferroviario a Trenord. Lo denunciano i consiglieri regionali Pietro Bussolati e Niccolò Carretta – rispettivamente Pd e Azione – dopo aver ricevuto anche una lettera di chiarimenti dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti.

Il punto di partenza secondo i due consiglieri sono le grandi criticità del servizio («a luglio sono andate “in bonus” 30 linee su 42 totali») da un lato, dall’altro le ripetute proroghe del contratto a Trenord da parte della Regione Lombardia. «Si trascinano da anni problematiche che rendono sconveniente il ricorso ai mezzi pubblico, non accompagnando la svolta ambientale di cui la nostra regione ha bisogno» ragiona Bussolati. «Di modifiche  non ce ne sono state, si va avanti con proroghe del contratto di servizio». Contratto – va sottolineato – che ha valore altissimo, «mezzo miliardo di euro».

«Regione Lombardia affida il servizio e chi riceve quell’incarico fa capo alla stessa Regione» analizza Niccolò Carretta. «Il controllo del rispetto del contratto diventa dunque molto più difficoltoso. E soprattutto oggi non sappiamo se fuori da Trenord c’è qualcuno interessato a gestire le linee di Lombardia, magari per lotti, e vedere cosa potrebbero offrire in termini di qualità e di costi»

«Come Azione siamo sempre stati molto critici sull’affidamento diretto a Trenord, ora siamo andati a interpellare direttamente ART, l’autorità regolatrice a livello nazionale».
E dunque quale è stata la risposta? Art dice che c’è un rischio che “un ricorso reiterato alle proroghe dei contratti vigenti, rinnovata di anno in anno, comporti un ritardo nella piena applicazione della regolazione dell’autorità e nel perseguimento degli obiettivi di efficacia, efficienza e trasparenza”.
Ma soprattutto – sintetizza Carretta –  «se non viene fatta bene la procedura da un lato sono a rischio i fondi Pnrr per il rinnovo del materiale rotabile e, dall’altro, si rischia una penalizzazione sulla ripartizione del fondo nazionale dei trasporti (400milioni di euro che vengono ripartiti dallo Stato, ndr)».

Risorse che a quel punto si dovrebbe recuperare «togliendo da altri capitoli del bilancio regionale». Per questo Carretta sottolinea che la questione non riguarda solo i pendolari, ma interessa «tutti i dieci milioni che pagano le tasse in Lombardia».”

Fondi che si rischia di dover integrare «togliendo da altri capitoli del bilancio regionale». Per questo Carretta sottolinea che la questione non riguarda solo i pendolari, ma interessa «tutti i dieci milioni che pagano le tasse in Lombardia».

«L’ART prende una posizione netta anche rispetto alla perdita di risorse economiche: in assenza di una visione del trasporto pubblico a 360°, manca una visione di governance su come recuperare investimenti per ottenere risorse» continua Bussolati.
L’alternativa, intanto, continua a mancare, appunto perché si va avanti di proroga in proroga. E questo nonostante ci sia almeno una Regione che ha fatto da apripista sulla messa a gara: «L’Emilia-Romagna è l’unica ad aver svolto una gara a livello europeo e ha la flotta più giovane d’Italia». Grazie agli investimenti che il gruppo Fs-Trenitalia ha messo in campo non per generosità, ma per confermare la propria presenza in un territorio comunque caratterizzato da una grande “produzione” di treni regionali.
Nel caso della Lombardia invece Trenord ha ottenuto una «proroga fino a luglio 2023»

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 10 Ottobre 2022
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