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Mensa dei poveri, la dirigente dell’ufficio tecnico di Gallarate: “Non era Cassani a pressare sul pgt”

La testimonianza della dirigente dell'ufficio tecnico che ha raccontato la difficoltà riscontrate a causa delle continue ingerenze di Alessandro Petrone: "Voleva sapere in anticipo chi avrebbe partecipato alla gara"

aula bunker milano

«Per quanto mi riguarda non ho mai ricevuto pressioni dal sindaco Andrea Cassani relativamente alle procedure di assegnazione dell’incarico per la redazione della variante del Pgt di Gallarate. Le uniche pressioni ricevute venivano dall’assessore all’Urbanistica Petrone». Parole di Marta Cundari, dirigente del settore urbanistico di Gallarate dal 2009 che ha lavorato sotto amministrazioni di ogni colore dall’azzurro di Mucci al Pd di Guenzani fino al verde Lega di Cassani.

A pressare sul pgt era Petrone (per conto di Caianiello)

La responsabile dell’ufficio urbanistica del Comune di Gallarate ha risposto alle domande del pm Silvia Bonardi che l’ha interrogata questa mattina nell’ambito del processo Mensa dei Poveri dove sia l’architetto che il sindaco compaiono come imputati per turbativa d’asta per la gara che nel 2018 ha individuato il gruppo di professionisti incaricati di redarre la variante al pgt gallaratese, secondo la procura vinta poi dal raggruppamento vicino a Forza Italia e al suo leader Caianiello grazie ad una turbativa: «Ricordo che Petrone insisteva nel chiedere di sapere i nomi dei gruppi di professionisti in anticipo ma io, in qualità di presidente della commissione giudicatrice, mi ero opposta perché la normativa non prevedeva che venisse diffusa questa informazione prima dell’apertura delle buste. Ad un certo punto anche il sindaco Cassani mi chiese se fosse possibile e in base a quale articolo del codice degli appalti avrei dovuto tenere il segreto. Quando gli mandai l’articolo lui non mi chiese più niente”». Subito dopo sarà Cassani, durante il suo esame, a confermare la circostanza e a specificare che la richiesta era stata fatta su pressione di Petrone: «Dopo quella risposta dissi a Petrone di smetterla di chiederlo».

La vendetta trasversale

La Cundari ha anche specificato che il clima all’ufficio urbanistica non era dei migliori soprattutto per le pressioni che arrivavano da Forza Italia in consiglio comunale che continuava a chiedere relazioni sulla regolarità di un intervento edilizio in via Montello a cui si era dato seguito nel periodo 2016-2017 perchè l’ingegnere strutturista era l’ex-sindaco Guenzani ma si trattava di un progetto precedente al suo mandato da sindaco: «Quelle continue richieste di relazioni, mi venne detto, non intendeva creare problemi a me ma all’ex-sindaco Guenzani. Poi attraverso l’architetto Papa mi fecero recapitare il messaggio: avrebbero smesso di pressare sull’intervento di via Montello se avessi accettato di fare la variante del Pgt in house. Dissi di no perchè mi mancavano le figure adatte per portarlo avanti».

La vicinanza di Forza Italia con gli architetti del gruppo Giuliani

Da qui la necessità della gara che, però, secondo Caianiello e le sue emanazioni doveva essere vinta da un gruppo di professionisti malleabile e disposto ad assecondare i desiderata della maggioranza e in particolare di Caianiello e Bilardo: «Petrone si presentò all’apertura delle buste che è una seduta aperta al pubblico ma non era mai accaduto che l’assessore all’Urbanistica si presentasse in un momento del genere». Quando Petrone seppe dell’aggiudicazione al gruppo di Giuliani andò dalla Cundari ad esprimere il suo apprezzamento: «Mi disse che era una cosa buona che ci fosse Giuliani e nei mesi successivi notai una certa facilità di comunicazione con l’architetto Moriggi del quale sapeva anche dove si trovava in alcuni momenti». In quel gruppo di professionisti, infatti, c’era anche l’architetto Moriggi, considerato uno molto vicino a Forza Italia.

A votare per Giuliani fu l’uomo scelto da Petrone

La responsabile dell’ufficio tecnico, poi, ricostruisce anche le fasi che hanno portato all’individuazione dei membri della commissione e anche qui ha confermato le pressioni e le ingerenze di Petrone che prima proponeva di inserire liberi professionisti e poi, davanti alle sue resistenze, aveva virato su figure professionali provenienti da comuni di grandezza simile a Gallarate: «Mi indicò Baccaro che era dell’ufficio tecnico di Como. Lo inserii nella commissione perchè era un profilo che soddisfava le caratteristiche che cercavo». Tra i tre professionisti, a differenza di quanto dichiarato durante la sua testimonianza in udienza, fu proprio Baccaro a dare un giudizio più favorevole al gruppo di Giuliani.

Perchè la Cundari va da Caianiello

Alla Cundari viene poi chiesto anche del suo rapporto con Caianiello e dell’incontro che ebbe con lui all’inizio del primo mandato di Cassani: «Mi rivolsi a lui per capire perché mi era stato detto dal Sindaco di Gallarate che non ero più gradita a Gallarate e chi aveva ventilato l’ipotesi di un mio trasferimento a Busto Arsizio. Lo avevo collegato a quanto stava succedendo a Gallarate con Cassani che mi aveva fatto capire di voler cambiare dirigente e in più pendeva su di me una richiesta di risarcimento danni da parte dell’immobiliare di Coop Lombardia perchè nel pgt della giunta Guenzani i terreni che loro avevano sulla 336 erano stati trasformati in agricoli, causando a loro un grave danno economico. L’allora assessore Liccati non rispondeva ai miei quesiti e quindi pensai di andare da lui che era il referente provinciale di Forza Italia».

andrea cassani processo mensa dei poveri

Cassani e le difficoltà nel settore urbanistica

Subito dopo la Cundari è stato il turno del sindaco Andrea Cassani che è stato interrogato dal proprio avvocato Cesare Cicorella che ha raccontato come si arrivò alla nomina dell’assessore Petrone dopo che la precedente (Orietta Liccati) era stata indagata nell’ambito di un’altra inchiesta: «Dopo qualche mese ricevetti pressioni politiche e istituzionali per la nomina dell’assessore. Dopo alcuni mesi Forza Italia pressava. All’inizio chiesi di lasciare alla Lega l’assessorato all’urbanistica chiedendo anche al provinciale ma mi venne detto che la situazione non sarebbe cambiata. Mi proposero di scegliere tra Bilardo e Petrone e la scelta cadde su Petrone nonostante i rapporti difficili con lui e la sua famiglia».

La turbativa per la scelta dei legali che dovevano fornire il parere sulla causa di Amsc

Le domande si sono poi concentrate sull’accusa di turbativa della manifestazione d’interesse per redarre un parere sulla causa intentata da Amsc nei confronti di alcuni ex-amministratori di Amsc, tra i quali c’era Caianiello: «Chiedemmo il parere perché la causa intentata non aveva la forza di stare in piedi e il rischio era quello di perdere e pagare spese legali e danni. Chiedemmo anche alla Corte dei Conti che non poté esprimersi in quanto il procedimento era già incardinato. In quel periodo nominavamo avvocati direttamente ma in quel caso il dirigente ci disse che preferiva mettere a gara. Non sapevo che Besani e Forza Italia avevamo già deciso a chi dare l’incarico e non conoscevo i professori che poi hanno vinto e cioè Strampelli e Cerami. L’ho scoperto solo al momento dell’assegnazione e nessuno me lo fece capire prima (al pm Bonardi dirà anche che Carù, il vice sindaco, non disse mai a Cassani di sapere dei due professionisti). Il parere diceva che l’azione poteva essere temeraria ma al tempo stesso allertava che se ci fosse stato un ritiro sarebbe potuta intervenire la Corte dei conti. A quel punto decisi di mandare avanti l’azione legale che si concluse con la sconfitta di Amsc su quasi tutta la linea».

L’area Tonetti

Nel controesame la pm Bonardi ha fatto alcune domande relative all’affaire Tigros-area Tonetti, vincendo la resistenza dei legali di Orrigoni. La pm ha mostrato al sindaco il documento prodotto oggi dai difensori del patron di Tigros che parlava di un incontro al quale era presente anche Cassani: «Ricordo dell’incontro e confermo i contenuti dello stesso. Loro sostenevano che quell’area fosse già commerciale e chiedevano se fosse stato possibile fare una media struttura senza variante ma Sandoni, attraverso una serie di spiegazioni tecniche, disse che non si poteva».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 18 Novembre 2022
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