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“La partita con mamma e papà”: detenuti e figli giocano a calcio nella casa circondariale di Busto Arsizio

Il progetto, nato nel 2015 e ora esteso a livello continentale, coinvolge cento mila minori in Italia, puntando i riflettori sui diritti dell'infanzia

La partita con mamma e papà

I genitori detenuti e i loro figli si ritrovano sul terreno di gioco nella struttura penitenziaria di Busto Arsizio. Sabato 27 giugno alle 9:30 nella casa circondariale situata in via per Cassano Magnago 102, dove si disputerà la «Partita con mamma e papà».

L’evento locale rientra nel calendario nazionale di una manifestazione che, arrivata alla sua decima edizione, vede la collaborazione del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il sostegno di Poste Italiane, Fondazione Cariplo e il patrocinio di Regione Lombardia per gli incontri sul territorio regionale.

Il progetto, ideato e promosso da Bambinisenzasbarre ETS all’ambito della campagna europea di sensibilizzazione «Non un mio crimine ma una mia condanna», ha l’obiettivo di rendere gli istituti penitenziari luoghi di incontro, gioco e relazione. Gli appuntamenti includono incontri sportivi, laboratori creativi e momenti di condivisione pensati per consentire a bambini e genitori di vivere un tempo di vicinanza affettiva. L’attività si propone come uno strumento per mantenere e rafforzare il legame familiare durante il periodo di detenzione, tutelando il diritto dei minori alla continuità della relazione con i genitori, principio sancito dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e richiamato dalla «Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti».

La sezione italiana del programma si inserisce nel contesto europeo tramite il progetto «Game with Mum and Dad», promosso dalla rete europea COPE – Children of Prisoners Europe, che si sviluppa sulla scorta del modello italiano. I dati europei indicano in oltre 2,4 milioni i minori che vivono l’esperienza della detenzione di un genitore, mentre in Italia la cifra si attesta attorno ai 100 mila bambini. L’iniziativa mira a utilizzare il gioco come forma di relazione, ascolto e inclusione, con lo scopo di contrastare l’isolamento sociale e lo stigma.

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Pubblicato il 23 Giugno 2026
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