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Lascia l’auto nel parcheggio a lunga sosta a Malpensa. La ritrova altrove, coperta di multe

La vicenda quasi surreale di un viaggiatore incappato in un parking chiuso dalla Polizia Locale di Busto nel 2018. A distanza di anni rischia il fermo amministrativo per le multe prese mentre non era in possesso dell'auto

new parking malpensa

Ha lasciato la sua auto in un parcheggio a lunga sosta in zona Malpensa, al ritorno non l’ha ritrovata.
Ma non solo: a distanza di anni si ritrova con centinaia di euro di multe non pagate e con il rischio di fermo amministrativo del veicolo.

Una vicenda paradossale, di furbi (consapevoli) e di autorità che faticano a riconoscere il torto subìto. La denuncia arriva da Monza e riguarda una vicenda ormai datata: quella del New Parking Malpensa con sede a Busto, chiuso dalla Polizia Locale perché considerato abusivo, nell’ormai lontano 2018. Un sequestro che finì per diventare un incubo per i clienti che si erano sì affidati a un parking con tariffe basse, ma non potevano immaginare il disastro che avrebbe comportato.

Racconta I.N.: «Nel 2018 avevo affidato regolarmente la mia auto a questo parcheggio durante un viaggio all’estero. Al mio rientro ho scoperto che il parcheggio era stato sequestrato e che la mia vettura era stata lasciata sulla pubblica via. Per recuperarla ho dovuto sostenere numerose spese tra taxi, recupero del veicolo, deposito e altri costi che non avrei mai dovuto affrontare».

E fin qui era una vicenda simile a quella raccontata nel 2018 da altri lettori incappati in questa storia già piuttosto surreale.
Ma il proseguo della vicenda è stato ancora più surreale: «Durante il periodo in cui la mia auto si trovava abbandonata sulla strada a seguito del sequestro del parcheggio, sono state elevate diverse sanzioni amministrative a mio carico». L’auto era stata probabilmente usata come veicolo per la “navetta” tra Busto e l’aeroporto di Malpensa ed era stata poi abbandonata senza benzina e persino con i finestrini aperti.

«Ho sempre contestato tali multe, poiché non ero presente e non avevo alcun controllo sul veicolo in quel momento», racconta ancora I.N.
«Dopo quanto accaduto ho presentato denuncia alle Autorità competenti e negli anni successivi ho inviato più comunicazioni e PEC agli enti interessati per spiegare la vicenda e chiedere un riesame della mia posizione. Oggi, a distanza di quasi otto anni dai fatti, mi è stato notificato addirittura un preavviso di fermo amministrativo per un importo di circa 400 euro relativo a quelle stesse sanzioni che continuo a contestare».

Inevitabile un nuovo “giro” di comunicazioni tramite Pec al Comune di Busto Arsizio, alla Polizia Locale e a Ica S.p.A. (concessionaria), supportato dalla documentazione disponibile e chiedendo la sospensione della procedura e il riesame della pratica. Come già accaduto in passato, sono ancora in attesa di una risposta.

«Chiedo semplicemente che venga valutata con attenzione la mia situazione e che queste sanzioni vengano annullate. Non ritengo giusto dover pagare quasi 400 euro di multe derivanti da una vicenda che non è stata causata da un mio comportamento scorretto o da un mio errore, ma da fatti indipendenti dalla mia volontà e legati al sequestro di quel parcheggio» (tra l’altro il parcheggio risultava inizialmente autorizzato, emersero dopo le carenze).

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Il rischio di blocco amministrativo è solo l’ultimo capitolo di una vicenda già molto faticosa. «Quando ero tornato e ho insistito per avere la mia auto il parcheggiatore mi aveva minacciato con un coltello. Erano arrivati anche i carabinieri. Assurdo che oggi mi trovi in questa situazione, in Italia, in Occidente».
Una storia non isolata: da anni, a ciclo continuo, compaiono parcheggi “a lunga sosta” (specie nel periodo estivo) che si rivelano truffaldini e trasformano la conclusione delle vacanze in un incubo.

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Pubblicato il 23 Giugno 2026
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