Lavoro domenicale all’aeroporto Milano Linate, la paga in più arriva dal giudice
Il giudice del lavoro del Tribunale di Milano ha accolto il ricorso presentato dal sindacato di base Cub Trasporti contro Swissport, che assicura i check-in per Ita Airways
Gli addetti al check-in di Ita Airways a Linate hanno diritto al 30% di paga in più quando lavorano alla domenica: lo ha deciso il giudice del lavoro del Tribunale di Milano, con sentenza depositata mercoledì 24 giugno.
Il giudice ha accolto il ricorso di un gruppo di lavoratori dipendenti da Swissport addetti al check-in di Linate, assistiti dai legali della Cub Trasporti: rivendicavano il diritto ad una maggiorazione retributiva per il fatto di essere costretti, in base alle turnazioni, a lavorare sistematicamente due o tre domeniche al mese (una condizione frequente, nel mondo dei trasporti.
Il Giudice ha appunto riconosciuto il loro diritto a percepire una maggiorazione della retribuzione pari al 30% per le ore diurne lavorate di domenica, tra le 8 e le 20, mentre per quelle notturne già percepivano la maggiorazione del 55% come servizio notturno.
Non è la prima volta che singoli gruppi di lavoratori aeroportuali ottengono il riconoscimento di un diritto rivolgendosi ai tribunali di competenza (Milano per l’aeroporto di Linate, Busto Arsizio per quello di Malpensa). La via giudiziaria è seguita dal sindacato di base Cub Trasporti, che è spesso anche polemico verso la linea dei sindacati confederali: «La sentenza è importante non tanto perché riafferma un principio consolidato da tempo che il lavoro di domenica va pagato diversamente da quello degli altri giorni, e neppure per la misura della maggiorazione [30%] anch’essa già più volte stabilita nella stessa misura da sentenze di merito poi confermate anche in Cassazione, ma soprattutto perché nella vicenda di Swissport, mentre la causa era in corso, i sindacati confederali erano intervenuti per soccorrere l’azienda stabilendo che la maggiorazione dovesse essere limitata al solo 20%, e solo a decorrere dal aprile 2026 senza arretrati per il passato, e con anche l’assurda esclusione dei nuovi assunti come se il disagio di lavorare la domenica per loro non esiste», scrive la Cub Trasporti.
Un altro caso di causa che aveva fatto rumore è stato quello per il riconoscimento del diritto al lavaggio dei Dispositivi di Protezione Individuale (tute, scarpe antinfortunistiche, ecc) per gli operatori sul piazzale: la Cub Trasporti ha assistito diversi gruppi di lavoratori, di varie aziende, ottenendo il riconoscimento delle ore spese per il lavaggio a casa, con importi individuali a volte particolarmente consistenti, essendo riferiti a periodi anche di anni.
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