“Spegnere la Notte Bianca di Somma Lombardo sarebbe un controsenso per chi parlava di città morta”
L'ex assessore interviene Francesco Calò nel dibattito sollevato da Laura Elena Besnate al momento del suo insediamento sulla mancanza di un piano per l'evento estivo
Dopo il botta e risposta per la mensa della scuola Milite Ignoto, il confronto tra la precedente giunta (Bellaria) e la nuova giunta (Pezzotta), presenta venerdì 19 giugno, si sposta sull’organizzazione della Notte Bianca di Somma Lombardo.
Proprio venerdì il neo-assessore alla cultura e al turismo, alla conferenza stampa di insediamento, Laura Elena Besnate aveva infatti evidenziato le difficoltà gestionali legate alla pianificazione degli eventi estivi. Rispetto alla Notte Bianca, Besnate ha segnalato l’assenza di un piano strutturato.
E se l’esponente dell’esecutivo ha espresso la volontà di improntare il mandato a un criterio «poco social e più concreto», per concentrarsi sull’attività amministrativa a scapito di polemiche e proclami, proprio dai social arriva la replica da parte dell’ex assessore al commercio Francesco Calò, che ricostruisce le tappe del progetto intitolato «A Spasso nel Tempo», che prevedeva un programma con rievocazioni storiche, musica, street food e spettacoli nel centro cittadino.
La consegna della documentazione è avvenuta il 9 giugno, il giorno successivo all’elezione del nuovo sindaco. In quella data Calò spiega di aver confermato la disponibilità a collaborare, proponendo un eventuale rinvio di una settimana per consentire il completamento dell’insediamento. L’ex assessore sottolinea che la verifica del 19 giugno ha confermato la presenza di risorse e documenti, e che le mancanze riguardavano solo i successivi passaggi amministrativi e contabili della nuova amministrazione: «La domanda, quindi, non è se esistesse un progetto. La domanda è cosa sia successo dopo il 9 giugno. Perché il tempo è passato per tutti: commercianti, associazioni, uffici e amministratori. E nell’organizzazione di un evento il tempo conta».
Il nodo del dibattito si sposta quindi sulle risposte attese dagli operatori economici e dalle associazioni del territorio che hanno collaborato alla preparazione dell’appuntamento. «Dire che non c’era nulla è semplice. Più difficile è spiegare cosa c’era, cosa mancava e quali decisioni si intendevano assumere. La Notte Bianca si può fare, rinviare o modificare. Ma chi ha investito tempo, energie e fiducia in questo progetto merita chiarezza. I commercianti non avevano bisogno di slogan. Avevano bisogno di risposte. Per una coalizione che ha definito Somma città morta, spegnere la Notte Bianca sarebbe davvero un controsenso».
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