Condannato in Appello il sindacalista che molestò una hostess all’aeroporto Milano Malpensa
In primo e secondo grado, a Busto Arsizio e Milano, il funzionario Cisl era stato assolto, con una motivazione che aveva fatto discutere. Dopo il pronunciamento della Cassazione, l'Appello bis ribalta il giudizio. Alla hostess anche un primo risarcimento
La Corte d’Appello di Milano ha condannato a un anno e due mesi di reclusione l’ex sindacalista Cisl imputato per violenza sessuale dopo la denuncia di una hostess, all’aeroporto di Malpensa. Il 48enne era stato assolto in primo e in secondo grado: secondo quei giudici la donna avrebbe avuto una finestra di “20-30 secondi” per sottrarsi all’abuso. La motivazione aveva causato grandi polemiche (erano intervenuti anche altri sindacati a difesa della donna), la Cassazione – riesaminando il caso – aveva smontato quelle ragioni, annullando la sentenza di assoluzione e rinviando all’appello bis.
La vicenda risale al marzo del 2018, all’aeroporto di Milano Malpensa. La donna si era rivolta al sindacalista per una vertenza di lavoro, nel corso dell’incontro sarebbero avvenute le molestie e gli abusi denunciati e riesaminati da ben quattro grandi di giudizio.
Nel 2022 il Tribunale di Busto Arsizio – competente per l’area dell’aeroporto – aveva assolto l’imputato, un giudizio confermato dalla Corte d’Appello. La motivazione: la donna non aveva reagito subito ma dopo una ventina di secondi.
Era intervenuto poi il sostituto procuratore generale Angelo Renna e nel febbraio 2025 la Cassazione aveva annullato con rinvio all’Appello.
La motivazione ribaltava i pronunciamenti precedenti: il “ritardo nella reazione” della vittima, nella “manifestazione del dissenso”, risulta “irrilevante” rispetto “configurazione della violenza sessuale”, del reato in sé, come del resto chiarito già dalla giurisprudenza.
L’appello bis ha dunque ribaltato il caso, con la condanna (il Pm aveva chiesto due anni) e il riconoscimento di una provvisionale di risarcimento da 10mila euro. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.
«La sentenza della Cassazione aveva individuato dei punti fermi sul consenso violato e sul gesto repentino nella violenza sessuale, anche se nella forma attenuata», ha commentato l’avvocato Gionata Bonuccelli, legale di parte civile della donna, che oggi non fa più l’assistente di volo. «Ora attendiamo le motivazioni, ma questa è una sentenza spartiacque su questi aspetti, arriva dopo una battaglia giudiziaria iniziata nel 2018».
Peraltro la vicenda giudiziaria non è più circoscritta a questo processo: a settembre se ne aprirà un altro a Novara, per diffamazione a mezzo stampa a seguito di dichiarazioni dell’ex sindacalista.
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