“Rifugi climatici” e più alberi in futuro: l’opposizione di Gallarate propone un piano locale contro il caldo estremo
Negli ultimi giorni l'ondata di caldo ha pesato su tutta Europa. Secondo il centrosinistra a Gallarate si sta facendo troppo poco, sia nell'immediato sia come visione di lungo periodo
Una rete di rifugi climatici, condizionatori negli asili e nelle scuole dell’infanzia, ma anche un piano decennale di forestazione urbana, più aree permeabili e incentivi per chi sostituisce il cemento con il verde. Sono le proposte avanzate dai gruppi di opposizione di Gallarate – presenti al Parco Bassetti con Cesare Coppe (Città è Vita) e i consiglieri del Partito Democratico – per affrontare gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico.
A presentare le proposte è stato il consigliere del Pd Giovanni Pignataro, che ha sottolineato come le ondate di calore non rappresentino più eventi eccezionali. «Questo caldo si sta ripetendo sempre di più e sempre più spesso nelle nostre estati, già iniziato a maggio e adesso a giugno. Mette soprattutto a dura prova gli anziani, i bambini, ma anche le persone che lavorano nelle ore centrali della giornata», ha spiegato.
La proposta dei rifugi climatici
Secondo l’opposizione, il Comune dovrebbe dotarsi fin da subito di un piano di emergenza per affrontare le giornate più calde.
Tra le prime misure indicate c’è la creazione di una rete di rifugi climatici, individuando edifici pubblici e anche strutture private, come i centri commerciali, dove i cittadini possano trovare ambienti climatizzati durante le ore di maggiore calore. L’idea è accompagnare l’iniziativa con una mappa facilmente consultabile, come fatto in grandi città (ma anche la vicina Busto si è mossa individuando due luoghi).
«Sono cose che si possono fare anche adesso», ha detto Pignataro. «Per i rifugi climatici, per la loro mappatura e per i condizionatori ci si può muovere in tempi rapidi».
L’altra priorità indicata riguarda le scuole dell’infanzia e gli asili nido, aperti anche nei mesi estivi. Il consigliere ha citato la situazione dell’asilo nido di Cajello, dove sarebbero state registrate temperature superiori ai 30 gradi: «Evidentemente servono dei condizionatori, a partire dalle scuole dell’infanzia e dagli asili nido».

Più alberi e meno cemento
Accanto alle misure immediate, il centrosinistra propone una strategia di lungo periodo basata sull’aumento del verde urbano.
«Chiunque può sperimentare che se si viene qui al Parco Bassetti si avvertono almeno dieci gradi in meno rispetto a viale Carlo Noè», ha osservato Pignataro, citando anche la differenza percepibile tra il viale alberato di via 24 Maggio e via Milano.
Per questo l’opposizione propone un piano di forestazione urbana della durata di cinque-dieci anni, con obiettivi misurabili sull’aumento del numero di alberi negli spazi pubblici e risorse dedicate alla loro manutenzione.
Tra le proposte c’è anche il cosiddetto depaving, ovvero la rimozione di superfici asfaltate o cementificate dove possibile per creare aree permeabili che favoriscano l’assorbimento dell’acqua piovana e riducano l’effetto “isola di calore”. Pignataro ha portato l’esempio della scuola Dante Alighieri, dove un cortile completamente cementificato potrebbe essere riqualificato seguendo il modello dell’area alberata già presente nello stesso complesso scolastico.
Questi interventi sono considerati necessari tanto più in una città ad altissimo consumo di suolo e che negli anni ha sempre più sacrificato aree verdi in zone ad alta densità (da piazza Risorgimento al boschetto di via Curtatone, per fare due esempi di interventi contestati nel tempo).
Incentivi ai privati
Le richieste riguardano anche la pianificazione urbanistica. Secondo il centrosinistra, una futura variante del Piano di governo del territorio dovrebbe introdurre incentivi per gli interventi edilizi che aumentano le superfici permeabili e prevedono nuove piantumazioni. «Bisognerebbe premiare chi realizza più spazi permeabili e chi pianta più alberi».
Per l’opposizione il cambiamento climatico rappresenta ormai «un fatto oggettivo» e richiede risposte non solo emergenziali, ma anche una pianificazione capace di rendere Gallarate più resiliente alle temperature sempre più elevate.
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