We Are Emoji: il nuovo progetto di Andrea Crespi esplora simboli digitali e illusioni visive
La personale curata da Alisia Viola presenta opere costruite attraverso migliaia di piccole icone, capaci di formare immagini riconoscibili da lontano e di dissolversi davanti allo sguardo ravvicinato
Fini al 20 luglio l’Art Lucerna Gallery ospita “We Are Emoji”, la nuova mostra personale di Andrea Crespi curata da Alisia Viola. Il progetto trasforma le emoji, protagoniste della comunicazione digitale quotidiana, negli elementi attraverso cui interrogare il rapporto tra immagini, emozioni e realtà nate per rendere più semplice e immediata la comunicazione online, le emoji hanno progressivamente sostituito parole, sintetizzato pensieri e modificato il modo in cui raccontiamo noi stessi. Osservati da lontano, i lavori restituiscono figure e messaggi riconoscibili. Avvicinandosi, però, l’immagine perde la propria compattezza e rivela la trama di icone digitali che la compone. È in questo passaggio tra distanza e prossimità che emerge uno dei temi centrali della ricerca dell’artista: il confine tra ciò che vediamo, ciò che interpretiamo e ciò che consideriamo reale.

Un linguaggio immediato, ma non universale
“We Are Emoji” rappresenta un nuovo capitolo nel percorso di Andrea Crespi, da tempo concentrato sul rapporto tra visibile e invisibile e sul momento in cui un’immagine si manifesta allo sguardo dell’osservatore. L’emoji viene presentata come uno dei simboli che più hanno ridefinito la comunicazione contemporanea, attraversando lingue, culture e generazioni. La sua apparente semplicità, tuttavia, nasconde una forte ambiguità: lo stesso simbolo può assumere significati differenti a seconda del contesto e dell’esperienza di chi lo riceve. La mostra invita così a riflettere su un linguaggio che sembra universale, ma che, come ogni altra forma di comunicazione, non si limita a descrivere la realtà. La interpreta.
Ritratti, simboli e inversioni di significato
Il percorso espositivo comprende i ritratti di quattro artisti che, nelle rispettive epoche, hanno utilizzato il simbolo e gli elementi essenziali per ridefinire il linguaggio visivo e costruire la propria identità. Crespi ricompone i loro volti attraverso emoji legate alla loro storia e al loro immaginario. Ogni icona diventa così un riferimento culturale, estetico o simbolico, contribuendo a creare un ritratto che non è soltanto visivo, ma anche interpretativo. La ricerca prosegue con una serie di opere dedicate al rapporto tra parola e immagine. In questi lavori il significato dei termini entra in contrasto con i simboli utilizzati per rappresentarli: parole e icone si contraddicono, sovvertendo le associazioni più immediate e mettendo in discussione la sicurezza con cui attribuiamo un senso alle immagini.

Dai geroglifici alla comunicazione digitale
Il progetto collega le emoji a una tradizione molto più antica rispetto alla cultura digitale. Come i geroglifici e le prime forme di scrittura visiva, questi piccoli pittogrammi condensano concetti, emozioni e relazioni all’interno di un’unica immagine. Nel corso della storia, ogni civiltà ha individuato simboli capaci di raccontare la propria visione del mondo e costruire un immaginario condiviso. Le emoji appartengono alla stessa evoluzione: segni luminosi che attraversano confini geografici e culturali, trasformando la comunicazione in un flusso continuo di immagini. La mostra è visitabile fino al 20 luglio 2026 negli spazi dell’Art Lucerna Gallery, in via IV Novembre 27 a Castiglione della Pescaia.
Andrea Crespi
Andrea Crespi sviluppa la propria ricerca attraverso media fisici e digitali, affrontando temi come l’illusione ottica, la trasformazione sociale e la rivoluzione tecnologica. Ha recentemente concluso una mostra personale al Museo della Fabbrica del Vapore, realizzata in collaborazione con il Comune di Milano. È inoltre tra gli artisti selezionati per la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 2026, all’interno dell’evento collaterale ufficiale “As Above, So Below”. Le sue opere sono state presentate in musei, istituzioni e spazi internazionali, tra cui la Triennale di Milano, il CAFA Art Museum di Pechino, Times Square a New York e Art Dubai.
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