Lunghe attese e passaporti bloccati a Malpensa: i nuovi controlli extra Schengen mettono a dura prova il Terminal 1
L’addio alle sospensioni temporanee dei controlli biometrici EES fa sentire i suoi effetti anche sullo scalo varesino, in attesa dei lavori di ampliamento che si concluderanno nel 2028
L’impatto si è visto subito, chiaramente, attraverso le immagini pubblicate in rete dagli stessi viaggiatori. Nella giornata di ieri, mercoledì 9 settembre, diversi passeggeri sbarcati all’aeroporto di Malpensa hanno immortalato e condiviso sui social network le scene di file interminabili all’area controlli, persone in attesa per ore con le valigie in mano e il concreto timore di veder sfumare la propria coincidenza.
All’origine di questa nuova ondata di disagi c’è una data precisa. Da domenica 6 settembre, con effetti pienamente operativi da lunedì 7, è giunta a termine la fase di flessibilità che consentiva agli scali europei di sospendere temporaneamente la raccolta dei dati biometrici quando si creavano troppi ingorghi ai varchi. Con lo stop a questa misura eccezionale, l’applicazione del sistema Entry/Exit System europeo è diventata rigida e tassativa per tutti i cittadini che provengono da Paesi esterni all’area Schengen. Il protocollo impone ora la registrazione completa di impronte digitali, scansione del volto e dati anagrafici senza più alcuna possibilità di alleggerire la procedura per far scorrere la fila nei momenti di picco.
Una situazione che a Malpensa tocca un nervo scoperto, quello della saturazione degli spazi dedicati alle rotte internazionali al Terminal 1. Qui, dove i flussi si concentrano prevalentemente nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, corridoi e banchi passaporti mostrano da tempo i limiti di una struttura chiamata a gestire un traffico in costante crescita. Senza la valvola di sfogo rappresentata dalle vecchie deroghe, bastano pochi voli in arrivo simultaneamente per saturare l’area Extra-Schengen, provocando ritardi che in alcuni casi hanno già impedito a centinaia di viaggiatori di raggiungere in tempo il proprio gate di partenza.
Per far fronte in maniera definitiva a queste strozzature, Sea ha avviato un piano di ampliamento denominato “T1 XL”. Con un investimento da 58,2 milioni di euro, il cantiere aperto il 5 dicembre 2025 punta a estendere la parte nord del Terminal 1 per creare nuove aree dedicate proprio ai varchi di frontiera in ingresso e in uscita, oltre a tre nuovi caroselli per la riconsegna dei bagagli e nuovi spazi commerciali. Si tratta tuttavia di interventi i cui benefici si vedranno solo a lungo termine, dato che la conclusione dei lavori è fissata per il 31 maggio 2028.
Nel frattempo, la pressione resta alta. Dal settore aereo e dai governi nazionali, compreso quello italiano, sale forte la richiesta indirizzata alla Commissione Europea per ripristinare la flessibilità temporanea almeno fino alla prossima primavera o alla fine della stagione invernale, così da permettere un adeguamento graduale delle strutture e del personale.
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