Fucili e scheletri di cervo: operazione antibracconaggio tra Busto Arsizio e il Pavese, sequestrate 47 armi e 6mila munizioni
Un’indagine su presunti episodi di bracconaggio tra le province di Milano e Varese ha portato alla scoperta di un ingente quantitativo di armi e munizioni. Tre persone sono state denunciate a vario titolo. Recuperati anche alcuni esemplari di specie protette
Un’indagine su presunti episodi di bracconaggio tra le province di Milano e Varese ha portato alla scoperta di un ingente quantitativo di armi e munizioni tra Busto Arsizio e il Pavese.
Tre persone sono state denunciate a vario titolo e sono stati sequestrati 47 armi, tra fucili, carabine e pistole, sei silenziatori, oltre 6.200 munizioni, oltre a sei esemplari di fauna protetta.
L’operazione è scattata venerdì 9 ottobre e ha coinvolto la Polizia locale di Castano Primo e Nosate, il Commissariato di Polizia di Stato di Busto Arsizio, la Sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Busto Arsizio e i Nuclei Carabinieri Forestale di Magenta e Varzi.
Gli agenti hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione emesso dal pubblico ministero della Procura di Busto Arsizio nell’ambito di un’indagine per bracconaggio di ungulati tra le province di Milano e Varese, zona Parco del Ticino.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli elementi raccolti nel corso delle indagini avevano fatto ritenere che i tre destinatari del provvedimento, tutti cittadini italiani e incensurati, potessero detenere nelle rispettive proprietà o nei dispositivi elettronici materiale pertinente ai reati ipotizzati. Per questo, su disposizione dell’autorità giudiziaria, le perquisizioni sono iniziate alle prime luci dell’alba in diversi luoghi già individuati dagli investigatori.
In due abitazioni di Busto Arsizio sono stati rinvenuti diversi soppressori di suono, comunemente definiti silenziatori, destinati ad armi da fuoco. In un altro sito nel territorio bustocco e in un immobile in provincia di Pavia sono state invece trovate centinaia di munizioni per arma corta e lunga che, secondo gli inquirenti, erano detenute illegalmente. Nelle abitazioni degli indagati sono state inoltre trovate munizioni in quantità superiore ai limiti consentiti dalla legge oppure non denunciate all’autorità di pubblica sicurezza.

Nel corso delle ricerche gli agenti hanno riscontrato anche irregolarità nella custodia di diverse armi che risultavano regolarmente denunciate. Alcune erano infatti conservate in luoghi diversi da quelli indicati nella denuncia di detenzione o, secondo quanto riferito dagli investigatori, senza il rispetto degli obblighi previsti per la custodia.
Al termine delle perquisizioni, oltre al deferimento all’autorità giudiziaria, sono state ritirate agli interessati tutte le armi detenute, le munizioni e i relativi titoli di porto d’arma.
Complessivamente sono stati sottoposti a sequestro penale o amministrativo 30 fucili da caccia di vario calibro, 10 carabine, quattro pistole semiautomatiche, due revolver e un’arma bianca. Sono stati inoltre sequestrati sei silenziatori, 6.201 munizioni per arma corta e lunga, a palla singola o spezzata, e 150 grammi di polvere da sparo.

Gli investigatori hanno acquisito anche dispositivi telefonici, fototrappole e ottiche da puntamento notturno o termico, materiale che sarà ora sottoposto ad ulteriori accertamenti.
In particolare, saranno disposte verifiche tecniche sui soppressori di suono per stabilire se siano stati eventualmente utilizzati per episodi delittuosi. Analisi sono previste anche sui telefoni cellulari sequestrati, nell’ambito degli approfondimenti investigativi ancora in corso.

A uno degli indagati è stato inoltre contestato il possesso di fauna protetta sottoposta alla normativa Cites. Nella sua disponibilità sono state trovate sei tartarughe della specie Testudo hermanni, detenute secondo gli investigatori senza le necessarie autorizzazioni. Gli animali sono stati sequestrati e affidati a un centro di recupero.
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