I fiori dei matrimoni rinascono all’ospedale di Gallarate con un laboratorio floreale per i pazienti
I fiori recuperati da due matrimoni e da un evento di Regione Lombardia alla Scala sono arrivati lunedì mattina all’ospedale Sant'Antonio Abate. Le volontarie li salvano dallo scarto e li trasformano in laboratori e momenti di bellezza nei luoghi della fragilità
Fiori che hanno già accompagnato un matrimonio, una cerimonia o un grande evento e che, invece di essere gettati, cominciano una seconda vita. Lunedì 5 ottobre sono arrivati all’ospedale di Gallarate grazie a Milano Blooms, realtà nata da un gruppo di amiche che recupera le composizioni floreali destinate allo scarto per portarle negli ospedali e negli altri luoghi della fragilità.
L’iniziativa “Milano Blooms – Più di un fiore”, organizzata insieme all’assessorato alla Cultura di Regione Lombardia, ha fatto tappa nella mattinata al presidio gallaratese dell’Asst Valle Olona. Per l’occasione sono stati utilizzati i fiori recuperati da due matrimoni e da Futura, evento di Regione Lombardia ospitato al Teatro alla Scala di Milano.
A raccontare come è nato il progetto è Giorgia Marina, presidente di Milano Blooms: «Siamo un gruppo di trenta amiche che recuperano fiori da eventi e matrimoni. Li recuperiamo, li ricomponiamo e li doniamo ai luoghi della fragilità, come gli ospedali». Un’attività che non si limita alla consegna di un mazzo di fiori. Le composizioni diventano infatti il punto di partenza per laboratori rivolti ai pazienti, nei quali colori, profumi e manualità possono offrire un’occasione di incontro e socialità, oltre a un momento diverso all’interno della quotidianità ospedaliera.

A sottolineare il valore del volontariato è stato John Tremamondo, che rivolgendosi alle donne di Milano Blooms ha osservato: «Voi donate qualcosa che non torna indietro e non si può pagare: il tempo, che va ai più fragili e ai più deboli».
Il progetto si inserisce in un percorso più ampio che l’Asst Valle Olona sta portando avanti per affiancare alla dimensione strettamente sanitaria anche iniziative legate alla cultura e alla bellezza. «Non è l’unico progetto – ha spiegato Francesca Crespi, direttrice sanitaria dell’Asst Valle Olona – ma si inserisce in altre progettualità che mettono la cultura e la bellezza nei percorsi di cura».
Alla mattinata ha partecipato anche Francesca Caruso, assessora alla Cultura di Regione Lombardia. «Futura ci ha ricordato quanto la cultura debba essere considerata una componente essenziale della qualità della vita e non qualcosa di separato dal benessere delle persone» ha sottolineato Caruso. «Esperienze come questa portano la bellezza là dove spesso non siamo abituati a cercarla: negli ospedali, nelle Rsa e nei luoghi della fragilità. Arte e creatività non sostituiscono le cure, ma possono affiancarle e contribuire a creare condizioni di maggiore benessere, relazione e fiducia».

Un’attenzione rivolta in particolare alle persone che attraversano percorsi di cura lunghi o complessi. «Pensiamo alle persone anziane con disturbi cognitivi e demenze, ai pazienti oncologici o a chi affronta un percorso post-operatorio o traumatologico in attesa della riabilitazione» ha aggiunto l’assessora. «In questi momenti una persona non può essere considerata soltanto attraverso la sua patologia. Ha bisogno anche di stimoli, relazioni, emozioni e occasioni per esprimere la propria creatività».
Da qui il senso della mattinata gallaratese: dare una seconda vita ai fiori e, attraverso quei fiori, regalare tempo e attenzione alle persone ricoverate. «Portare un laboratorio artistico in un reparto – ha concluso Caruso – significa ricordare che anche durante un percorso di cura c’è spazio per la bellezza e per la vita».
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