All’aeroporto di Malpensa un ambulatorio per le persone senza fissa dimora
Da venerdì 30 ottobre un medico e un infermiere di ASST Valle Olona sono presenti una volta alla settimana al Terminal 1 per rispondere ai bisogni sanitari primari di chi vive nello scalo. L'iniziativa rientra nel progetto Area (Ri)Partenze di Caritas Ambrosiana
Un presidio sanitario dentro l’aeroporto, pensato per chi l’aeroporto lo abita. Da venerdì 30 ottobre ASST Valle Olona ha attivato a Malpensa un ambulatorio di primo livello dedicato alle persone senza fissa dimora che trovano riparo nello scalo.
L’ambulatorio si trova al Terminal 1, vicino alla Porta 3 degli Arrivi. A gestirlo è un’équipe formata da un medico e un infermiere, presente una volta alla settimana. Il compito: occuparsi dei bisogni sanitari di base degli utenti e svolgere attività di accoglienza, prevenzione, orientamento e primo supporto.
«L’attività sarà finalizzata alla gestione dei bisogni sanitari primari degli utenti» spiega il direttore socio sanitario di ASST Valle Olona, John Tremamondo. Il lavoro, precisa, non parte da zero: «Nei mesi scorsi, grazie alla collaborazione con Caritas, sono già state avviate azioni di segnalazione e presa in carico dei casi più rilevanti».
Per le cure più complesse, che richiedono tecnologie e competenze specialistiche, resta la rete dell’azienda sanitaria: gli ospedali di Gallarate, Busto Arsizio, Saronno e Somma Lombardo e la Casa di Comunità di Busto Arsizio.

Il progetto: una rete contro la grave marginalità
L’ambulatorio è parte del progetto Area (Ri)Partenze, promosso da Fondazione Caritas Ambrosiana Onlus insieme a Intrecci Società Cooperativa Sociale e City Angels Varese Cooperativa Sociale. L’iniziativa è sostenuta da Regione Lombardia nell’ambito degli interventi contro la grave marginalità e prosegue il lavoro avviato nel biennio precedente, consolidando la collaborazione tra Terzo Settore e servizi sociosanitari del territorio.
L’obiettivo è costruire una rete integrata tra servizi sociali, sociosanitari e sanitari, capace di intercettare per tempo le situazioni di vulnerabilità e di offrire risposte su misura a persone fragili con bisogni complessi. Il progetto si muove su tre direttrici: aggancio, riduzione del danno e inclusione sociale.
In programma c’è anche una campagna di promozione del vaccino antinfluenzale, affiancata dall’offerta delle altre vaccinazioni raccomandate per le persone senza fissa dimora.
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