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Gli abitanti di Coarezza sul piede di guerra per le nuove rotte di Malpensa. “Aumentano il rumore”

Le rotte causerebbero "un incremento dell’inquinamento acustico al suolo", dicono i promotori dell'esposto

rotte decollo malpensa

Torna ad accendersi lo scontro sulle rotte di decollo di Malpensa, una disputa che da quasi trent’anni coinvolge i territori intorno allo scalo. L’ultima presa di posizione arriva da Vivere Coarezza, che denuncia un aumento dell’inquinamento acustico nelle aree di Golasecca e Somma Lombardo legato alle modifiche alle rotte introdotte con la sperimentazione negli ultimi mesi.

Qui di seguito il comunicato integrale

 

 

Rotte di Malpensa: livelli di rumore oltre i limiti nelle aree di Somma Lombardo e Golasecca

I cambiamenti delle rotte dell’aeroporto di Milano Malpensa, introdotti con la sperimentazione, stanno determinando un incremento dell’inquinamento acustico al suolo, con valori ritenuti in palese violazione dei limiti di accettabilità previsti dalla normativa primaria e secondaria in materia di rumore aeroportuale e contenimento dell’inquinamento acustico.

È quanto emergerebbe dai primi esiti delle indagini della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio (PM Dott.ssa Nadia Calcaterra), avviate a seguito dell’esposto presentato da centinaia di cittadini residenti, assistiti dagli Avv.ti Laura Bordonaro e Lorenzo Nicolò Meazza.

La consulenza tecnica disposta dal Pubblico Ministero procedente confermerebbe il superamento dei limiti acustici denunciato dai cittadini.

«…i livelli di rumore provocati dal traffico aereo di Malpensa nelle aree ricomprese nei Comuni di Golasecca e Somma Lombardo, frazioni Maddalena e Coarezza, costituiscono fonte di disturbo».

«Come previsto dalla normativa cogente è necessario che venga predisposto nuovo piano di contenimento dell’inquinamento acustico adottando tutti gli accorgimenti e variazioni di rotta necessari a ridurre la popolazione esposta al rumore».

Secondo quanto segnalato dai residenti, l’esposizione a immissioni acustiche superiori ai limiti di accettabilità comporterebbe un peggioramento e una cronicizzazione di patologie, come certificato dai medici curanti, configurando un danno collettivo alla salute.

La situazione – sottolineano i cittadini – richiama quanto accaduto nei primi anni 2000, quando il Tribunale di Roma ordinò al Ministero dei Trasporti ed ENAC di rimuovere la causa dell’inquinamento derivante dalla concentrazione del traffico sulle rotte di uscita nord-ovest. Rotte che, secondo quanto riferito, sarebbero state reintrodotte e volate dal 18 aprile 2024.

All’epoca il Governo nominò una Commissione anti-inquinamento acustico, presieduta dal Comandante Dario Romagnoli: il lavoro svolto sulle procedure antirumore e sulle misure di contenimento – evidenziano i residenti – avrebbe garantito per circa 25 anni una coesistenza più sostenibile tra operatività aeroportuale e territorio. Un equilibrio che, oggi, è stato compromesso.

I cittadini e i comitati territoriali si stanno attivando affinché proseguano gli accertamenti e gli enti preposti (Sindaci del CUV, ARPA, SEA ed ENAC) adottino con urgenza le opportune misure di mitigazione e contenimento del rumore.

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Pubblicato il 12 Marzo 2026
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