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Luoghi che fanno nascere relazioni e progetti: la Fondazione ripensa gli spazi per la comunità

Marika Arena racconta la nuova sede di via Orrigoni e l’esperienza del Teatro Sociale di Busto Arsizio: due progetti per costruire relazioni, reti e nuove opportunità sul territorio, che saranno presentati sabato 10 ottobre a Materia per OPEN! Studi Aperti 2026

Generico 28 Sep 2026

Gli spazi non sono soltanto contenitori di attività, ma possono diventare luoghi capaci di generare relazioni, collaborazioni e nuove progettualità. È da questa prospettiva che la Fondazione Comunitaria del Varesotto sta guardando alla trasformazione della propria sede di via Orrigoni e al ruolo del Teatro Sociale di Busto Arsizio, due esperienze diverse ma accomunate dall’idea che un luogo possa diventare una vera infrastruttura per la comunità.

A raccontare questa visione è Marika Arena, consigliere di amministrazione della Fondazione Comunitaria del Varesotto e professore ordinario al Politecnico di Milano, che riflette sul ruolo delle fondazioni di comunità nei processi di rigenerazione, sulla necessità di costruire alleanze tra istituzioni, Terzo settore e cittadini e sull’importanza di pensare gli spazi come parte di un ecosistema territoriale.

I progetti della sede di via Orrigoni e del Teatro Sociale di Busto Arsizio saranno presentati sabato 10 ottobre, dalle 9.30 alle 11.30, a Materia Spazio Libero, durante l’incontro organizzato nell’ambito di OPEN! Studi Aperti 2026, la manifestazione nazionale promossa dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

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Le fondazioni comunitarie hanno da sempre sostenuto associazioni, progetti sociali e iniziative nate dal territorio. Quanto è importante oggi affiancare a questo impegno anche una riflessione sui luoghi in cui le comunità possono incontrarsi, costruire relazioni e dare vita a nuove progettualità?
Riflettere sul ruolo che gli spazi fisici possono avere per lo sviluppo e la crescita di nuove progettualità è sicuramente importante e rappresenta un tema che sentiamo particolarmente vicino in relazione alle priorità che stanno orientando il lavoro della Fondazione Comunitaria in questi anni. La direzione in cui ci stiamo muovendo è infatti quella di una sempre maggiore attenzione alla collaborazione tra enti, istituzioni, donatori e comunità.
In questa prospettiva, lo spazio fisico assume un’importanza particolare perché può rappresentare una vera e propria infrastruttura sociale: un luogo nel quale persone e organizzazioni diverse possono incontrarsi, confrontarsi, condividere competenze e risorse, far nascere idee e costruire nuovi progetti. Credo che il punto interessante sia considerare questi luoghi non soltanto come spazi nei quali si realizzano dei progetti, ma come elementi di un vero e proprio ecosistema.
Un ecosistema, infatti, non nasce semplicemente dalla presenza, nello stesso territorio, di soggetti diversi: ciò che lo rende vitale è soprattutto la qualità delle relazioni che si costruiscono tra di essi, la possibilità di condividere conoscenze, competenze, risorse e opportunità e di creare le condizioni perché emergano iniziative che nessun singolo attore avrebbe probabilmente sviluppato da solo. Da questo punto di vista, uno spazio può avere un ruolo straordinario. Può diventare il punto di incontro tra mondi che normalmente rimangono separati: il Terzo settore e le istituzioni, le imprese e le associazioni, i giovani e le organizzazioni culturali, chi dispone di competenze e chi ha bisogno di quelle competenze. La possibilità di incontro in uno spazio fisico adeguatamente progettato può favorire contaminazioni e rendere visibili risorse che altrimenti rimarrebbero disperse, e può soprattutto creare quelle condizioni di prossimità e di fiducia dalle quali possono nascere nuove progettualità.

Generico 28 Sep 2026

Guardando al territorio varesino, ci sono molti spazi che potrebbero essere recuperati e restituiti a nuove funzioni sociali e culturali. E quale ruolo possono avere fondazioni, istituzioni e comunità nel riconoscere queste opportunità e accompagnarne la trasformazione?
Nel territorio varesino vi sono molti luoghi oggi non valorizzati o abbandonati che potrebbero trovare una seconda vita, assumendo nuove funzioni sociali e culturali e diventando risorse importanti per le comunità. Nell’immaginare e poi rendere possibile questa seconda vita, fondazioni, istituzioni e comunità possono svolgere ruoli diversi ma complementari.
Le istituzioni possono rendere questi luoghi accessibili e creare le condizioni perché possano essere trasformati e gestiti nel tempo, semplificando per quanto possibile i passaggi amministrativi. Le comunità e gli enti del Terzo settore, grazie alla loro vicinanza al territorio, possono intercettarne i bisogni e contribuire a costruire attorno a questi luoghi attività, relazioni e opportunità di partecipazione. Una fondazione di comunità può contribuire a mettere in relazione questi soggetti, promuovendo una lettura condivisa delle esigenze del territorio e accompagnando processi di co-progettazione. Il suo ruolo non è soltanto finanziare un intervento, ma aiutare a costruire alleanze, mobilitare risorse diverse, economiche, professionali e relazionali, e verificare fin dall’inizio la sostenibilità del progetto. Perché uno spazio possa diventare davvero una risorsa per il territorio, occorre che sia riconosciuto come un bene comune e che attorno ad esso si costruisca una responsabilità condivisa.

Generico 28 Sep 2026

Quali sono i progetti che presenterete nella giornata del 10?
Presenteremo essenzialmente due progetti, tra loro molto diversi, ma egualmente rilevanti nella nostra riflessione sul ruolo dello spazio fisico.
Il primo progetto è quello di ristrutturazione della sede di via Orrigoni, che stiamo portando avanti non soltanto come intervento sull’immobile, ma proprio come spazio pensato per accompagnare un modo diverso di lavorare della Fondazione. Negli ultimi anni abbiamo investito molto su attività quali l’accompagnamento degli enti e il potenziamento della capacità di leggere i bisogni del territorio, la promozione di reti, e la misurazione degli impatti delle iniziative che sosteniamo. Il ripensamento della sede nasce quindi dall’esigenza di disporre di un luogo più coerente con queste priorità: non solo uno spazio di lavoro per la struttura della Fondazione, ma un ambiente aperto all’incontro, al confronto e alla progettazione condivisa con gli enti, i donatori, le istituzioni e gli altri soggetti del territorio. Un luogo che consenta alla Fondazione anche di raccontarsi maggiormente alla comunità e di far conoscere i progetti, rendendo più visibile il proprio ruolo e le esperienze che, insieme a tanti partner, contribuisce a sostenere.
Il secondo progetto è quello del Teatro Sociale di Busto Arsizio. Per la Fondazione, il Teatro Sociale costituisce un’infrastruttura abilitante e una piattaforma generativa, cioè un luogo che non si limita a ospitare attività culturali, ma rende possibili connessioni tra enti, cittadini e progettualità del territorio, facendo dialogare produzione culturale, attivazione sociale e sviluppo comunitario. In questa prospettiva, il Teatro diventa uno spazio attraverso cui alcune politiche della Fondazione possono tradursi in esperienze concrete. Due esempi concreti in questo senso sono ConTatto e l’Academy di Vivai. ConTatto è un format avviato nel 2025 in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, che porta al Teatro esperienze e progettualità del territorio, mettendo in dialogo enti, cittadini e persone impegnate sui temi dell’inclusione. L’Academy di Vivai, invece, utilizza stabilmente il Teatro come sede di formazione e scambio tra giovani professionisti impegnati nelle politiche giovanili della provincia, contribuendo alla crescita di una nuova generazione di operatori sociali under 35.

L’evento

OPEN! Studi Aperti – Architettura Condivisa
Sabato 10 ottobre 2026, ore 9.30-11.30
Materia – Varese

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di ottobre

Erika La Rosa
erika@varesenews.it
Ascolto le storie del mondo per conoscere il passato, vivere il presente e sognare il futuro. Scrivo per condividere le emozioni con il lettore che per me è il vero protagonista.
Pubblicato il 04 Ottobre 2026
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