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40 candeline per il Libraccio: dalla militanza all’impresa

La popolare catena di librerie, presenti anche a Varese, Saronno e Busto Arsizio, festeggia i 40 anni. Edoardo Scioscia: "Allora avevamo 20 anni. Siamo molto felici perché ancora oggi abbiamo una grande passione per questo mestiere che dà tante soddisfazioni"

Il libraccio

Quaranta candeline per Il libraccio. La prima libreria venne aperta in va Corsico per iniziativa di quattro ragazzi, allora ventenni. Era la fine del maggio 1979 quando decisero di rilevare una vecchia panetteria sull’Alzaia del Naviglio grande.

I quattro arrivavano da una esperienza nella vendita dei libri studenteschi usati. Il cuore delle attività allora era piazza Vetra a Milano. Gli spazi venivano sistemati usando le cassette usate della frutta e la concorrenza era forte perché in tanti si finanziavano con quelle attività. Quegli anni a Milano e in Lombardia c’era un grande fermento. Era da poco nata la Smemoranda grazie a Gino & Michele e Nico ColonnaC’era una grande voglia di novità e di aggregazione.

Quei quattro ragazzi ne hanno fatta di strada e ora gestiscono una vera e propria holding con quarantasette librerie in trentuno città. A marzo di quest’anno l’ultima apertura a Rovigo. Edoardo Scioscia, intervistato per l’occasione: “Allora avevamo 20 anni. Siamo molto felici perché ancora oggi abbiamo una grande passione per questo mestiere che dà tante soddisfazioni. È dura portare avanti l’impegno per la diffusione della lettura nel Paese, ma è un valore aggiunto e un privilegio poterlo fare. In questi anni abbiamo sviluppato molte librerie in città intorno ai 50mila abitanti. Portare il libro in queste comunità è importante e le città rispondono bene. C’è bisogno di cultura, c’è bisogno di libri, c’è bisogno di iniziative che aiutino lo sviluppo del paese e dove lo abbiamo fatto siamo sempre stati premiati e quindi continuiamo a farlo. La nostra formula che dia la possibilità di leggere il libro usato, il libro nuovo, la novità appena uscita, il libro raro introvabile abbia un valore”.

Il libraccio ha creduto anche al nostro territorio ed è presente in provincia di Varese a Varese, Gallarate e Saronno.

La prima libreria sui Navigli è stata meta di decine di migliaia di ragazzi, ma non solo loro. Alda Merini è stata una assidua frequentatrice. Un altro era Fabio Volo. “Entrava più volte alla settimana – ci racconta una ragazza che all’epoca lavora lì – e si riempiva di libri. Non era ancora famoso come sarebbe diventato e non aveva ancora pubblicato niente. Lo conoscevamo per via delle Iene. All’inizio pensavo fosse solo una posa, un modo per farsi notare, ma poi capii che leggeva realmente tanto e noi eravamo diventati un punto di riferimento”.

Cinque anni fa i fondatori pubblicarono un libro: Libraccio. Quando i sogni cambiano le regole. Dalla militanza all’impresa. “Trentacinque anni, soffi sulle candeline, e ci ripensi: una vita, un sacco di roba, un sacco di libri. In questo volume troverete il Libraccio, tutte le avventure divertenti e spericolate, le scelte azzardate e i successi insperati. Lo spirito sempre solidale e la passione sempre in prima linea. Dai primi mercatini allestiti con le cassette della frutta alle 32 librerie che oggi rappresentano una flotta armata solo di libri, idee e ancora libri e uomini e donne”.

L’anno dopo Il Post dedicò un lungo e dettagliato articolo a quell’impresa.

Tutto è sia usato che nuovo perché il mercato dell’usato, che fu all’origine dell’idea di Libraccio fin dalla prima libreria del 1979, costituisce ancora oggi la sua caratteristica principale. I libri scolastici vengono acquistati dai privati direttamente in libreria (o a domicilio se si tratta di grandi quantitativi) riconoscendo a chi vende cifre assai variabili tra il 10 e il 30 per cento del prezzo di copertina. I libri vengono pagati subito, in contanti o in buoni da usare nelle librerie Libraccio. I profitti sulla rivendita dei libri usati sono in media tra il 38 e il 50 per cento sul prezzo di vendita, che mediamente è poco superiore alla metà del prezzo di copertina. Autori ed editori non ricevono niente da questa parte di business.

Oggi è Tuttolibri a raccontare questi 40 anni con un articolo del fondatore Edoardo Scioscia.

Quella di Libraccio è una storia fatta anche di amicizie e non esisterebbe senza Peo, Maurizio, Marco, Walter, Giangi, Nino, Tony, Diego, Susanna e Caterina, i nuovi soci e quelli che purtroppo non sono più con noi – Angelo e Bobo – insieme a decine di appassionati collaboratori che vorrei poter citare uno ad uno.

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 01 Giugno 2019
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