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Disabile in un momento di emergenza. “Abbandonato da chi mi assisteva”

Michele Sanguine ha perso da un giorno all'altro, per la paura del virus, la persona che lo assisteva. "Un aiuto fondamentale per vivere"

Toro seduto

L’assistente domiciliare non arriva, bloccata dalla paura del Coronavirus. È una situazione che forse stanno vivendo altre famiglie in Lombardia o nella nostra provincia: il caso che raccontiamo è quello di Michele Sanguine, trentacinque anni, di Gallarate, affetto da distrofia muscolare con insufficienza respiratoria.

«Io ogni mattina vengo assistito da una OSS, operatrice socio sanitaria, da nove anni. Dopo nove anni mi ha chiamato e da un giorno all’altro mi ha detto che non viene ad assistermi causa emergenza Coronavirus» racconta Michele. «Pazzesco, non ci ha dato neppure un giorno in più di preavviso e ci ha anche detto che il paese dove lei vive è stato chiuso come Codogno, cosa assolutamente inventata» (è un Comune vicino a Gallarate, per cui non vigono ovviamente altre limitazioni se non quelle del Decreto valido per tutti).

«Notare che questa persona è venuta fino a questa mattina senza dire nulla senza indossare neanche la mascherina avvisandomi con una telefonata alle ore 18 circa dicendomi non vengo per due settimane. Non bisognerebbe avere dei giorni di preavviso? Il contatto dice quindici giorni». Peraltro la famiglia di Michele è di fatto già isolata dal resto del mondo, avendo potuto limitare solo gli spostamenti all’essenziale.

Per Michele l’aiuto – tutti i giorni dalle 10 alle 12 – è fondamentale per le esigenze basilari di vita, che richiedono un aiuto vero per spostarsi, difficile da garantire. Quando è sdraiato in posizione orizzontale, prima di mettersi in carrozzina, è impossibilitato a fare alcunché. Mentre una volta sulla carrozzina ha possibilità di tenere rapporti con il resto del mondo ed esprimersi (avevamo già scritto di lui per la sua passione per la musica rap, che l’ha portato fin sul palco dell’Alcatraz)

«La cooperativa non mi manda nessun sostituto: secondo la cooperativa alzarmi al mattino e fare igiene personale non è un servizio essenziale ed indispensabile».  Verificheremo anche con la cooperativa in che tempi sarà in grado di garantire il servizio. Certo, la storia segnala anche il rischio legato alle paure delle persone: rischio di interrompere legami e anche servizi fondamentali.

 

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 13 Marzo 2020
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