Antonov vuole ricostruire il Mriya, l’aereo più grande del mondo

Di base all'aeroporto di Hostomel, teatro di violenti scontri, è stato distrutto nei primi giorni di guerra. Ora l'azienda ucraina lancia l'idea di una ricostruzione che è anche un simbolo

L'Antonov negli scatti dei ragazzi di Malpensa Spotters Group

L’Antonov An-225 Mriya, l’aereo più grande del mondo, è stato distrutto.
Per giorni appassionati di aviazione e testate specializzate di tutto il globo hanno seguito la situazione di questo particolarissimo velivolo: l’An-225 è un esemplare unico ed è di base alla fabbrica Antonov all’aeroporto di Hostomel, nord ovest di Kiev, teatro di violenti scontri per tutta la giornata del 24 febbraio.

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Antonov An-225 a Malpensa 4 di 27

Già nel primo giorno d’invasione, giovedì 24 febbraio, si sono inseguite voci e rassicurazioni, ma a sera c’era ancora incertezza sul destino dell’aereo, che è un simbolo molto amato in giro per il mondo, per diverse ragioni (e può essere letto anche come un simbolo geopolitico).

Secondo la ricostruzione di appassionati, l’Antonov An-225 era rientrato a Hostomel il 5 febbraio scorso, dunque si troverebbe appunto nell’aeroporto 30 km a Nord-Ovest di Kiev. Lo scalo – base della Antonov, che ha una flotta di tredici velivoli cargo – è stato al centro di violenti scontro nella prima giornata di guerra, essendo stato attaccato dalle forze aerotrasportate russe fin dal mattino.

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L’aeroporto di Hostomel sotto attacco di elicotteri e truppe aviotrasportate russe, mattina del 24 febbraio

L’aeroporto, con la sua pista da 3500 metri, sarebbe stato considerato strategico nei piani russi per consentire lo sbarco rapido di rinforzi che consentissero di conquistare Kiev. Nella tarda serata di giovedì la Difesa ucraina ha rivendicato di aver riconquistato lo scalo con un contrattacco contro le forze da sbarco russe (la battaglia di Hostomel è stata probabilmente quella più importante della giornata).

Un giorno di incertezze per l’Antonov An-225

Già dal mattino account twitter, testate specializzate e gruppi facebook di appassionati hanno seguito la situazione. A metà pomeriggio Dmytro Antonov, pilota del Mriya, ha scritto un post facebook dicendo che Hostomel era stato conquistato dai russi e che l’An-225 era in salvo. Il post è stato molto rilanciato (bollando come “fake news” le preoccupazioni per il velivolo) ma dal pomeriggio però la situazione è evoluta, visto che c’è stato appunto il contrattacco ucraino in serata. Lo stesso Dmytro Antonov non ha poi pubblicato ulteriori aggiornamenti.

Antonov an 225
Uno stamp di un video di Tom Philbert dell’An-225 nell’ultimo volo da Billund in Danimarca a Hostomel, lo scorso 5 febbraio 2022

Alle 14.30 di venerdì la Russia ha detto di aver conquistato l’aeroporto di Hostemel.

L’Antonov An-225 Mriya distrutto

Il Ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba domenica alle 15.50 ha invato un tweet dicendo che la Russa «potrebbe aver distrutto il nostro Mriya»:

Poco dopo l’Antonov (intesa come azienda proprietaria) ha scritto che “non possiamo riferire sullo stato tecnico del velivolo”.

L’ipotesi di una distruzione dell’An-225 poggia sull’analisi delle immagini di Hostomel riprese da un drone: la ripresa aerea mostra fiamme sotto a un hangar aperto che assomiglia molto a quello costruito appositamente per l’aereo più grande del mondo.

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Lunedì mattina, 28 febbraio, la notizia della distruzione del Mriya è stata confermata dal governo ucraino. Lo stesso premier Zelenzky l’ha citato nel suo intervento all’alba di lunedì.

Una ripresa satellitare del 28 febbraio sembrava mostrare invece la coda dell’Antonov ancora in posizione: uno scatto che faceva sperare in un possibile recupero.

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Giovedì 3 marzo però la televisione russa ha mostrato le immagini dell’Antonov distrutto sotto l’hangar speciale che lo ospita.

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La fabbrica Antonov: “Ricostruiremo l’AN-225 Mriya, fatelo con noi”

Il sogno è finito per sempre? La fabbrica Antonov pensa di no: nella giornata di giovedì 24 marzo ha emesso un comunicato nel quale ribadisce con forza l’intenzione di voler ricostruire l’An-225, «orgoglio non solo dell’Ucraina ma dell’intera comunità aeronautica mondiale».

«L’aeromobile è diventato una leggenda, un simbolo dei più alti successi tecnici della comunità aerea mondiale del XX e XXI secolo, perla dell’ingegneria aerea» continua l’azienda, che ha lanciato un appello a tutti per contribuire ad un fondo appositamente costituito per finanziare l’operazione.

Antonov An-225, un simbolo dell’ingegno e anche un simbolo geopolitico

L’attenzione degli appassionati resta molto alta. L’An-225 è un simbolo potente, per le sue dimensioni, per la sua unicità, perché rappresenta appunto il massimo sviluppo dell’aviazione in termini di capacità di trasportare merci (di solito è usato per carichi straordinari, come turbine o altri aerei).
Da alcuni è amato anche per la sua particolare origine sovietica, essendo stato creato per trasportare la navetta spaziale Buran (a torto indicato come “lo shuttle sovietico”).

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L’Antonov An-225 con le marche CCCP

È anche un simbolo geopolitico conteso: per gli ucraini è un simbolo di orgoglio nazionale (oggi “veste” giallo e blu) e resistenza, mentre alcuni russi e filorussi lo considerano parte della storia della Russia, intesa come erede dell’Urss.
All’opposto la Novaya Gazeta – uno dei pochi media d’opposizione in Russia – ha scritto che «coloro che rimpiangono l’Unione Sovietica e sono entusiasti della sua rinascita attraverso il sangue e il fuoco hanno distrutto una delle sue principali conquiste».

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Una grafica apparsa giovedì a sostegno dell’Ucraina

Ma in generale prevale solo la simpatia e l’affetto per un aereo unico, simbolo dell’ingegno dell’uomo: un “sogno” (questo significa il nome Mriya).
Molti appassionati in queste ore stanno ripassando sui social le foto delle visite negli aeroporti di tutto il mondo (qui una selezione dei passaggi a Malpensa; la foto di apertura è di Malpensa Spotters Group).

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 25 Febbraio 2022
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