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Zomaer lascia, Milano Malpensa e Linate ancora senza avvolgimento bagagli

La questione, oltre al servizio ai passeggeri, riguarda ventuno lavoratori tra i due scali milanesi. La spagnola Zomaer non ha ottemperato ai requisiti e ora si attende il ritorno di Truestar

Malpensa Generiche

Dopo un mese e mezzo di vertenza, Malpensa e Linate rimangono orfane del servizio “avvolgibagagli”, scomparso ormai da inizio febbraio: la società spagnola che doveva subentrare a Truestar infatti si è tirata indietro, dopo che erano emersi problemi nel passaggio dei lavoratori (ventuno persone) coinvolti.

«Il 15 marzo la Zomaer Global ha deciso di rinunciare alle attività e di conseguenza nella concessione degli spazi date da Sea per svolgere l’avvolgibagagli, deve subentrare la
Truestar, che al momento non ha fatto nulla e sostiene di non aver ricevuto da Sea
nessuna comunicazione» dice Renzo Canavesi, della Cub Trasporti.

Da verifiche svolte, Sea ha comunicato il 17 marzo a Truestar che deve subentrare come secondo aggiudicatario. Truestar ha tempo fino a metà aprile per adempiere agli obblighi di gara, versando la fidejussione prevista.

Passo indietro di Zomaer, torna Truestar

Facciamo un passo indietro: il servizio “avvolgibagagli” non è un appalto, ma una concessione di spazi in aeroporto. L’8 febbraio scorso il servizio si è interrotto (con ritiro del badge ai lavoratori Truestar) perché doveva subentrare Zomaer Global, che aveva fatto una offerta più consistente per avere da Sea l’uso degli spazi per erogare il servizio.

Il passaggio dei lavoratori non è andato però liscio, su richiesta del sindacato c’è stato un confronto alla Direzione provinciale del lavoro di Varese. È in quella sede che era emerso che Zomaer non si riteneva vincolata alla riassunzione di tutto il personale, che invece è prevista dalla normativa italiana.

Non si sa se questo ha influito direttamente sulla programmazione della società spagnola, fatto sta che Zomaer ha appunto decidere di fare un passo indietro, alla fine non è stata consegnata la fidejussione richiesta e questo comporta l’esclusione dalla gara.
E quindi a questo punto il servizio tornerebbe a Truestar. L’operatore, noto per il colore verde fluo con cui avvolge i bagagli, deve a questo punto subentrare versando entro metà aprile la fidejussione.

Ventuno lavoratori in attesa

Al di là del servizio non garantito, ora c’è anche un problema per i lavoratori, che «hanno ricevuto solo una parte dello stipendio maturato a febbraio (50% di 8 giorni) e a detta dell’azienda sono in Cassa Integrazione Straordinaria, senza anticipo salariale», dice Renzo Canavesi.

La Cub Trasporti richiama anche l’impegno del Comune di Milano «che ha sottoscritto un verbale che tra le altre cose recita»: “Il Comune di Milano si impegna in particolare ad inserire clausole per cui: si assicuri che, nella costruzione delle basi d’asta e nell’analisi di congruità dell’offerta, sia sempre verificato il rispetto del costo del lavoro. Si preveda l’applicazione da parte dell’aggiudicatario, del Contratto collettivo nazionale e territoriale in vigore […] stipulato dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”.

La Cub contesta che Truestar «non applicava il contratto nazionale dei ‘sindacati maggiormente rappresentativi’, ma quello dell’UNCI, che alcuni Tribunali hanno dichiarato illegittimo in quanto firmato da sindacati non rappresentativi».

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 23 Marzo 2022
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