Fondazione Scuole Materne, le dimissioni dal Cda e “la sfiducia” tra sindaco e consigliera
Il passo indietro di Maria Scillieri risale al marzo scorso, il caso è tornato in consiglio comunale e Gnocchi ha ottenuto nel frattempo copia: si parla in due punti di mancanza di fiducia e di una diffida. Lo scontro politico resta caldo
Nel Cda della Fondazione Scuole Materne era venuto meno il «clima di serenità, rispetto reciproco e fiducia». Almeno secondo la consigliera di amministrazione Maria Scillieri, che il 4 marzo scorso aveva rassegnato le sue dimissioni.
Era stato il secondo scossone al Cda che aveva già perso un membro (Alessandro Frisoli) e che avrebbe perso, un mese dopo, anche il presidente Marco Castoldi, che ha gettato la spugna il 23 aprile. Ai tempi delle dimissioni di Scillieri era già emerso che alle spalle c’erano incomprensioni tra il Cda e l’amministrazione comunale, una «sfiducia» che era percepita quanto meno da Scillieri, che l’aveva citata.
La natura politica dell’atto però è emersa più chiaramente solo nell’ultima seduta di consiglio comunale, nell’ennesimo passaggio in cui si è ricostruito un pezzo di quanto accaduto nei mesi scorsi. Una ricostruzione che peraltro continua a creare frizioni, visto che il sindaco Andrea Cassani ha voluto ribadire che si trattava di «motivi personali», anche se nel frattempo è emerso il contenuto del documento.
La questione è stata ri-portata in aula dal consigliere di Obiettivo Comune Gallarate Massimo Gnocchi, che sul punto ormai ha in corso una sorta di duello con il sindaco. Gnocchi ha presentato una interrogazione a risposta immediata su cinque punti, discussa dopo il rinvio il mese scorso.
Gnocchi però ha anche ottenuto, con accesso agli atti, la copia della lettera di Scillieri.
Ed è proprio su questo che si è innescato lo scontro dialettico aperto.
Il sindaco Cassani, dopo aver ringraziato in modo sarcastico Gnocchi per le domande, ha fatto un elenco citando i tre dimissionari per ribadire che si trattava di scelte personali: «Castoldi: motivazioni personali e lavorative; Frisoli: personali e di salute. Scillieri: personali ritenendo che non ci fosse fiducia del sindaco nei confronti del Cda».
Ora: salvo che spesso in politica si invocano motivi personali, il caso di Scillieri è decisamente scivoloso, visto che parlare di mancanza di fiducia tra Cda e sindaco appare decisamente come una ragione più interna alla gestione del Cda che non personale.
Sfiducia e diffide
Dopo che il sindaco è andato a “consegnare” sul banco di Gnocchi la copia della lettera (nella foto sotto), il consigliere di minoranza lo ha ri-sottolineato. Al che Cassani – a microfono spento – ha richiamato nuovamente l’avverbio «personalmente».

Era l’avverbio usato in un passaggio – quello conclusivo – della lettera con cui Scillieri dice a appunto di doversi dimettere: «Credo sia assolutamente necessario che il consiglio possa operare – in rapporto con l’amministrazione e nell’alveo delle indicazioni dalla stessa fornite – in un clima di serenità, rispetto reciproco e fiducia che ritengo, personalmente, sia venuto meno».
La posizione critica, che non era trapelata se non nelle linee generali, aveva spinto peraltro gli altri consiglieri a intervenire il giorno dopo per dire che la lettura di Scillieri non era condivisa.
Il testo della lettera – si scopre oggi – ribadiva in due punti il tema della sfiducia, visto che Scillieri in altro passaggio della lettera rivolta a Cassani diceva che «nel tempo è emersa, da parte dell’amministrazione da lei guidata, la sfiducia nell’operato del consiglio di amministrazione, culminata con la sua palese diffida del 16 febbraio u.s.».
La diffida di cui Scillieri parla – e che non è nota – seguiva evidentemente il terremoto nelle scuole materne, l’aumento delle rette, la chiusura delle Sezioni Primavera (una delle quali poi ripristinata) e il “famoso” verbale del 15 gennaio parzialmente pubblicato dal quotidiano La Prealpina. È quel verbale che fu fatto ri-approvare in seguito e che Gnocchi considera autentico e valido e che per Cassani invece fu erroneo e firmato «in buona fede» dai consiglieri che poi lo hanno disconosciuto, firmando una versione rettificata in seguito.
Il verbale e la “romanzatura del testo”
Anche su questo passaggio del verbale si è reiterato lo scontro tra le due visioni.
Cassani ha ribadito che per lui «non risultano due verbali, ma un solo verbale e una bozza erroneamente firmata dai membri del Cda» e che «è stata conservata per comprovare che non sono state modificate le deliberazioni», ma solo la verbalizzazione del dibattito precedente: su questo secondo il sindaco c’è stata una «romanzatura del testo».
Per Gnocchi invece non era una bozza, ma un documento valido, perché altrimenti non avrebbe prodotto subito effetti pratici (l’aumento delle rette comunicate subito in seguito).
Gnocchi ha accusato dunque nuovamente Cassani di aver diffuso «fake news» sul verbale e sulle motivazioni personali delle dimissioni, mentre Cassani si è difeso al microfono dicendo che non sono fake news e ha ribadito nuovamente – più o meno direttamente – che c’è stata una sorta di macchinazione, perché «la segretaria ha ammesso che la procedura di far firmare subito è stata adottata proprio al 15 gennaio, proprio dopo quel verbale erroneo», che i consiglieri avrebbero firmato nella fretta.
Intanto la Fondazione cerca equilibrio
Il caso politico sul verbale e sulle successive dimissioni continua a far discutere, mentre la Fondazione tenta con difficoltà di ritrovare un equilibrio: il presidente Castoldi è stato nel frattempo sostituito da Alessandro Agostini.
È stato dato incarico di consulenza anche a Benedetto Di Rienzo, ex dirigente scolastico ed ex presidente dell’Its Incom, che dovrà assistere il presidente nell’opera di rilancio della Fondazione, che allo stato attuale ha perso cento iscritti sull’anno prossimo e ha avuto altri problemi gestionali, compresa la mancata conferma “in corsa” di una delle maestre. Quest’ultimo caso ha però aperto un ulteriore fronte che ha visto anche l’intervento sulla stampa dei legali di direttrice e segretaria della Fondazione.
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