Incendi nel Vco, la situazione migliora: da Cameri a Malpensa la catena che spegne le fiamme dell’Ossola
Dopo quasi due settimane di roghi sulle montagne del Verbano Cusio Ossola la situazione migliora. I Canadair riforniti a Cameri, dove opera l'ex consigliere provinciale Alberto Barcaro. E a Malpensa c'è l'unico simulatore al mondo per addestrare i piloti antincendio
La lunga emergenza incendi che dall’inizio di luglio sta interessando le montagne del Verbano Cusio Ossola mostra segnali di miglioramento. L’azione congiunta di vigili del fuoco e volontari dell’Aib Piemonte ha permesso di circoscrivere i principali fronti di fiamma, riducendone la maggior parte a punti di fumo isolati ora in fase di bonifica.
Il fronte più impegnativo resta quello di Premosello Chiovenda, dove le operazioni vanno avanti da quasi due settimane con squadre dei vigili del fuoco e del corpo Aib Piemonte supportate dai mezzi aerei: diversi Canadair, l’elicottero regionale e l’elicottero Erickson S-64, impegnati nei lanci sulle zone più impervie. L’intervento resta complesso per la morfologia del terreno, le temperature elevate e la presenza di punti caldi che richiedono un monitoraggio costante. Il fronte nord è stato bloccato ed è ora affidato al presidio di controllo dell’Ente Parco della Val Grande.
Il passaggio decisivo è arrivato nel fine settimana: nella serata di sabato 11 luglio sono rientrati a casa gli abitanti di Colloro, la frazione di Premosello-Chiovenda evacuata quando le fiamme si erano avvicinate alle abitazioni. L’evacuazione precauzionale aveva coinvolto circa 150 persone: le più fragili accolte nella casa di riposo, per le altre erano state allestite due palestre. Le piogge cadute nei giorni scorsi hanno rallentato l’avanzata del fuoco, permettendo ai soccorritori di consolidare il lavoro fatto.
Sotto controllo anche gli altri due roghi del Vco: in Valle Anzasca, a Bannio Anzino, e in Val Vigezzo restano piccoli focolai, gestiti da squadre di terra elitrasportate in quota. Proprio l’incendio della Val Vigezzo era stato tra i più delicati: le fiamme avevano interessato un’area impervia a 1.650 metri di quota, a soli trecento metri dal confine con il Canton Ticino.
Bruciano le valli più belle: gli incendi colpiscono Valsesia e Ossola, in volo quattro Canadair
Il rifornimento dei Canadair
Che il vento sia girato lo confermano anche i piloti. A raccontarlo è Alberto Barcaro, ex consigliere provinciale di Varese e in forza all’Aeronautica militare, con un post affidato ai social: «Dopo giorni di intensa attività, arrivano finalmente notizie incoraggianti: i piloti dei Canadair parlano di una situazione in miglioramento».

Barcaro descrive il pezzo di catena a cui appartiene, quello meno visibile: «Anche noi, presso l’aeroporto militare di Cameri, abbiamo dato il nostro piccolo contributo garantendo il rifornimento di carburante ai Canadair, permettendo loro di ripartire nel più breve tempo possibile verso le aree colpite».
Un dettaglio tutt’altro che secondario in un’emergenza in cui i minuti di rotazione a terra si traducono in ettari di bosco salvati o perduti.
«Dietro ogni intervento c’è il lavoro di tante donne e tanti uomini che operano con professionalità e spirito di servizio, spesso lontano dai riflettori», scrive ancora, prima dei ringraziamenti agli equipaggi dei Canadair, ai vigili del fuoco, alle squadre Aib e alla Protezione civile: «Speriamo che il peggio sia ormai alle spalle».
A Malpensa si impara a pilotare i Canadair
C’è un altro tassello che lega il varesotto a queste settimane di fuoco, ed è a due passi da casa. A Malpensa, sul territorio di Somma Lombardo, si trova il primo e tuttora unico simulatore al mondo per il Canadair CL-415, realizzato dall’australiana Ansett Aviation Italia.
Un primato non casuale: con 18 velivoli l’Italia è il maggiore operatore mondiale di Canadair. Gli aerei sono di proprietà dei vigili del fuoco, mentre voli e manutenzione sono affidati ad Avincis Aviation Italia, che proprio a Malpensa addestra i suoi piloti.
Il simulatore riproduce le manovre che sono il cuore del mestiere e insieme il suo rischio maggiore: la presa d’acqua, il rilascio del carico, il volo a bassa quota tra fumo e turbolenza. Situazioni impossibili da ricreare davvero senza mettere in gioco l’equipaggio o l’aereo, e che qui si possono invece ripetere in sicurezza. A progettarlo hanno contribuito gli stessi piloti italiani di Canadair.
Oggi ci si addestrano equipaggi da tutto il mondo. Un fiore all’occhiello poco conosciuto, che in settimane come questa smette di essere un dettaglio tecnico: i piloti che fanno la spola tra il lago d’Orta e i versanti dell’Ossola si sono formati, con ogni probabilità, a pochi chilometri da qui.
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