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Da Odessa in Ucraina a Materia: il racconto di una missione per costruire la pace dal basso

Giovanni Corbo, Letizia Antonello e Daniela Osculati sono tornati dalla missione del Movimento Europeo di Azione Nonviolenta in Ucraina. In un incontro a Materia Spazio Libero raccontano la resistenza civile, il confronto tra amministratori italiani e ucraini e la proposta dei Corpi Civili di Pace Europei

Odessa Mean

Risuona il coro di “Bella ciao”, davanti al meraviglioso edificio neobarocco del Teatro Nazionale Accademico dell’Opera e del Balletto di Odessa. A cantare sono gli attivisti del Mean, il Movimento Europeo di Azione Nonviolenta, arrivati in Ucraina dall’Italia per incontrare amministratori, rappresentanti delle Chiese, associazioni e volontari impegnati ogni giorno dentro una città che continua a vivere mentre la guerra resta parte della quotidianità.
Un canto storico della Resistenza italiana, per sostenere la resistenza della popolazione ucraina.

È una delle immagini della missione “Adesso, Odesa”, che dal 25 al 28 agosto ha portato nella città ucraina circa 130 partecipanti. Tre di loro saranno protagonisti mercoledì 28 ottobre alle 21 a Materia Spazio Libero, a Castronno, per raccontare cosa hanno visto e soprattutto quale idea di pace si può provare a costruire partendo dalla società civile.

L’incontro, dal titolo “Adesso Odessa. Costruire la pace in Ucraina”, vedrà la partecipazione di Giovanni Corbo, sindaco di Besnate, Letizia Antonello, assessora del Comune di Laveno Mombello, e Daniela Osculati, componente della Direzione nazionale del Partito Democratico. A introdurre e intervistare gli ospiti sarà Roberto Morandi di Varesenews.

Andare in Ucraina per incontrare chi resiste

Il punto di partenza del Mean è una scelta precisa: non limitarsi a parlare della guerra da lontano, ma entrare in relazione con chi vive il conflitto e con quella parte della società ucraina che continua a organizzare la vita civile, amministrare le città, assistere le persone più fragili e mantenere vive le comunità.Il Movimento Europeo di Azione Nonviolenta è una rete promossa da 35 realtà della società civile e lavora in Ucraina con un approccio che tiene insieme solidarietà, nonviolenza attiva e sostegno alla resistenza della popolazione aggredita. Nelle parole del movimento, la nonviolenza non significa neutralità di fronte all’invasione né negazione del diritto degli ucraini a resistere, ma ricerca di strumenti politici e civili capaci di affiancare quelli diplomatici e militari.

La missione di Odessa – città multiculturale, in un territorio con minoranze russe ebraiche, rumene, moldave e un uso diffuso di lingua ucraina e russa – aveva anche un obiettivo europeo molto concreto: sostenere il percorso di integrazione dell’Ucraina nell’Unione e rilanciare la proposta dei Corpi Civili di Pace Europei, immaginati come una struttura stabile di persone formate per intervenire nelle aree di crisi nella mediazione, nella tutela dei diritti, nella ricostruzione delle relazioni e nella riconciliazione tra comunità.

Il Mean propone che proprio l’Ucraina possa diventare, dopo un cessate il fuoco, uno dei luoghi nei quali sperimentare questo modello. L’idea riprende una proposta avanzata già negli anni Novanta da Alexander Langer e punta oggi a ottenere un riconoscimento istituzionale europeo, una formazione specifica e risorse dedicate.

Amministrare un territorio mentre cadono i droni esplosivi

Una parte importante della serata di Materia sarà dedicata al confronto tra gli amministratori italiani e quelli ucraini. Durante la missione Giovanni Corbo – che voluto partecipare alla missione anche dopo l’approvazione a Besnate di una mozione a sostegno dell’istituzione dei Corpi Civili di Pace Europei – ha partecipato agli incontri con i rappresentanti delle amministrazioni locali di Odessa. Il sindaco aveva raccontato proprio da lì il contrasto che più lo aveva colpito: la necessità di affrontare «problemi ordinari in una situazione straordinaria».

Le esperienze di Daniela Osculati e Letizia Antonello permetteranno di raccontare altri due aspetti della missione. Osculati ripercorrerà gli incontri avuti con il nunzio apostolico in Ucraina Visvaldas Kulbokas e con le realtà della Chiesa locale, mentre Antonello racconterà più da vicino le esperienze di volontariato incontrate sul territorio.

Il programma della missione prevedeva infatti incontri con le autorità civili e religiose ma anche attività al fianco delle organizzazioni ucraine: dalla preparazione e distribuzione di materiali per gli sfollati alla sistemazione di edifici danneggiati, fino alle molte forme di volontariato nate durante questi anni di guerra.

Odessa Mean

Non si tratta soltanto di portare aiuti. Nella presentazione della missione gli stessi partecipanti avevano sintetizzato così il senso della partenza: «Non portiamo “aiuti”, portiamo noi stessi: vicinanza, solidarietà e soprattutto ascolto».

E proprio da Odessa, città del Mar Nero che continua a vivere tra allarmi e attacchi, arriva la domanda che accompagnerà l’incontro: come si costruisce la pace dal basso mentre la guerra non è ancora finita?

Via Confalonieri, 5

Castronno

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Pubblicato il 26 Ottobre 2026
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