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Consumo di suolo a Malpensa: il fronte ecologista si unisce a Gallarate

Un incontro pubblico organizzato da FEE, SEquS e associazioni locali ha fatto il punto a Gallarate sulla difesa dei boschi e sulle tappe per costruire una rete di cittadinanza attiva

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Il consumo di suolo, la pressione delle infrastrutture attorno a Malpensa e la necessità di fare rete per non lasciare sole le realtà locali che difendono l’ambiente. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro pubblico organizzato a Gallarate, intitolato “Consumo di suolo: quale politica per contrastare un antropocentrismo che non conosce limiti”. L’evento è stato promosso dalla Federazione Ecologisti Europei (FEE), da SEquS (Sostenibilità Equità Solidarietà) e dall’associazione “Un Euro per salvare i nostri boschi”, riunendo nell’aula gallaratese associazioni, studiosi, amministratori e cittadini attivi.

Il progetto delle comunità ecologiste

Ad aprire il convegno è stato Giuseppe Sammatrice, promotore della FEE e componente di SEquS, che ha illustrato il percorso avviato negli ultimi mesi in diversi territori italiani. L’obiettivo è quello di costruire comunità ecologiste territoriali capaci di mettere in rete le diverse anime del mondo ambientalista. Sammatrice ha collegato le esperienze maturate a Gallarate con altre recenti mobilitazioni nate in Piemonte, Sicilia e Lombardia contro la cementificazione, gli inceneritori e le grandi opere considerate incompatibili con gli equilibri ecosistemici.

Focus sul territorio e l’effetto Malpensa

Il dibattito è entrato nel vivo della situazione locale grazie a Nicolò Miani, dell’associazione “Un Euro per salvare i nostri boschi”, che ha illustrato le attività di tutela diretta delle aree verdi nel Varesotto. Miani ha evidenziato la crescente pressione esercitata dall’espansione infrastrutturale collegata all’area di Malpensa. A fargli eco è stato Maurizio Cremascoli, del Forum Salviamo il Paesaggio, che ha richiamato la necessità di mantenere una vigilanza costante contro la speculazione edilizia, denunciando il progressivo consumo di territorio agricolo e naturale.

Dal valore scientifico del suolo alle battaglie legali

Il professor Paolo Ferloni, già dirigente nazionale di Italia Nostra, ha offerto uno sguardo storico ricostruendo le battaglie contro le grandi opere infrastrutturali in Lombardia, soffermandosi in particolare sul progetto dell’autostrada Broni-Mortara e ricordando il valore ecologico del suolo come sistema vivente complesso e non come semplice superficie da edificare. Successivamente, l’avvocato Marco Mainetti della FEE ha evidenziato le difficoltà legali e amministrative dei piccoli Comuni nel contrastare i grandi interessi economici, portando l’esempio concreto delle trasformazioni urbanistiche avvenute nel territorio del Lago Maggiore.

Le testimonianze dei sindaci e dei movimenti

Molto seguito l’intervento di Matilde Casa, ex sindaca di Lauriano Po, che ha raccontato la propria esperienza amministrativa e giudiziaria legata alla scelta coraggiosa di ridurre le superfici edificabili del proprio comune per tutelare il territorio e il suolo agricolo. Simone Costantini, di Ultima Generazione, ha invece allargato lo sguardo sulle contraddizioni del modello economico contemporaneo, collegando il consumo di suolo alla crisi climatica e alla finanziarizzazione.

Nel dibattito finale sono emerse anche le nuove preoccupazioni dei territori lombardi, legate soprattutto alla diffusione dei data center. La conclusione dei lavori ha lasciato una parola d’ordine chiara a tutti i partecipanti.

«Le singole vertenze territoriali – è stato sottolineato nel corso della mattinata – rischiano di rimanere fragili se non riescono a costruire relazioni permanenti tra associazioni, cittadini, movimenti e amministratori. Per questo diventa fondamentale creare comunità ecologiste territoriali capaci di trasformare la cittadinanza attiva in presenza culturale, sociale e istituzionale».

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Pubblicato il 08 Giugno 2026
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