In Lombardia proposto un aiuto economico alle donne che scelgono di congelare gli ovociti
La proposta arriva da Isabella Tovaglieri, europarlamentare, e Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Consiglio regionale
La Regione Lombardia potrebbe introdurre contributi e voucher per facilitare l’accesso alla crioconservazione degli ovociti anche quando non è legata a motivazioni strettamente mediche. La proposta è contenuta in un ordine del giorno presentato in Consiglio regionale dal gruppo della Lega.
L’obiettivo è ridurre i costi del cosiddetto “social freezing”, la tecnica che permette di conservare gli ovociti e posticipare la possibilità di una gravidanza. Attualmente, infatti, il percorso può comportare spese significative, soprattutto per le donne più giovani.
Contributi per la crioconservazione degli ovociti
Secondo i promotori, la misura potrebbe offrire uno strumento in più alle donne che rinviano la maternità per ragioni economiche, lavorative, abitative o personali.
«Sostenere la preservazione della fertilità significa garantire alle donne una maggiore libertà nella pianificazione della maternità», Isabella Tovaglieri, europarlamentare, e Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Consiglio regionale.
Corbetta sottolinea come l’età in cui si progetta la nascita di un figlio si sia progressivamente spostata in avanti, mentre la fertilità femminile tende fisiologicamente a diminuire con il passare degli anni.
«L’accesso alla crioconservazione degli ovociti per motivazioni non strettamente mediche comporta costi significativi, che possono rappresentare un ostacolo economico soprattutto per le donne più giovani», Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega al Pirellone.
Il riferimento al progetto del Niguarda
La proposta prende come riferimento anche un’esperienza avviata all’ospedale Niguarda di Milano. Oltre ai possibili contributi economici, l’ordine del giorno prevede iniziative di informazione e sensibilizzazione sulla fertilità e sulle possibilità offerte dalle tecniche di conservazione degli ovociti.
«Il progresso scientifico e tecnologico offre strumenti che possono contribuire a preservare più a lungo la possibilità di diventare madri», Isabella Tovaglieri.
L’ordine del giorno dovrà ora essere discusso in Consiglio regionale. L’eventuale approvazione rappresenterebbe un primo passaggio verso la definizione dei beneficiari, delle risorse disponibili e delle modalità di accesso ai contributi.
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