Alitalia ed Air Italy, giorno di proteste a Roma e Milano. Giorgetti: “Faremo il possibile”

Il ministro assicura che il governo arriverà con la Ue a un "compromesso ragionevole". Venerdì al Pirellone tocca al sindacato di base

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«Tutto quello che è possibile, sarà fatto e se non si arriverà ad un compromesso ragionevole in termini di prospettive industriali di sostenibilità, il governo non lo accetterà». Su Alitalia il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, alla Camera ha sfoggiato oggi una certa sicurezza, nel giorno in cui a Milano e Roma protestavano centinaia di lavoratori del settore aereo.

«La norma che consente allo Stato di ristorare le compagnie aeree, previo passaggio alla Commissione europea, deve essere interpretata in modo flessibile e ragionevole perché chi lavora ha diritto alla retribuzione e questo dovrebbero capirlo anche in sede di Commissione europea».

La vicenda di Alitalia è ormai alle battute finali, quelle che consentiranno di capire se davvero la compagnia è al capolinea o se proseguirà con il nuovo assetto su cui il governo è al braccio di ferro con la Ue. A Roma hanno protestato oggi, mercoledì 13 aprile, centinaia di lavoratori, di Alitalia ma anche di Air Italy, la compagnia di base a Olbia e Malpensa che da da oltre un anno è ferma e che ha avviato il licenziamento di 1400 dipendenti.

Un presidio si è tenuto anche a Milano, sotto il palazzo della Regione Lombardia. «La situazione del trasporto aereo è di grande difficoltà – dichiara il segretario generale Uil Trasporti Lombardia Antonio Albrizio – in particolare la crisi delle compagnie aeree rischia di deprezzare l’intero settore. E’ necessario che ci siano delle azioni di rilancio e che il Governo faccia scelte coraggiose anche nei confronti dell’Europa. Non è possibile che vengano trattate in modo diverso compagnie europee di un Paese rispetto ad un altro. E nello specifico dobbiamo difendere in Lombardia quello che è un asset importante per il nostro Paese e per la nostra regione, definendo la vocazione di ciascun aeroporto in modo da poter sviluppare nel futuro importanti direttrici di traffico».

A Milano è sentito il tema degli slot di Alitalia sull’aeroporto di Linate: se la compagnia non sarà in grado di andare avanti, finiranno per essere riassegnati, finendo nelle mani delle low cost (che già si stanno muovendo). Prospettiva che non piace al sindacato, che temono conseguenze per la qualità del lavoro ma anche un impoverimento della qualità del servizio.

«Davvero –  conclude Jacopo Macrì Rsa Alitalia Milano- sarà devastante per Milano se cederemo alle richieste europee di smantellamento o svendita della connettività della città. Se alla Lombardia servono solamente turisti low cost allora noi alziamo le mani. Se serve una connettività di qualità per quello che è il centro industriale e finanziario del paese allora forse bisogna fare una riflessione seria e coinvolgere le istituzioni locali prima che sia troppo tardi».

Venerdì mattina a Milano tornerà a protestare ancora il sindacato di base, già in piazza settimana scorsa: Cub, Usb e Air Commitee saranno da metà mattina in via Fabio Filzi, di fianco al Pirellone.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 Aprile 2021
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