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Il piano di Enac per frenare “l’esodo” da Milano Linate e concentrare traffico su Malpensa

Da Linate 1,2 milioni di passeggeri l'anno dall'aeroporto di Milano vanno in un hub estero per proseguire il viaggio. L'autorità dell'aviazione civile vorrebbe deviarli verso i voli diretti da Malpensa (e da Fiumicino)

bagaglio aeroporto

Disincentivare i viaggi a lungo raggio che partono da Milano Linate (e passano da un hub estero) e favorire invece i voli diretti da Milano Malpensa. È uno degli obiettivi del piano dell’Enac – l’ente pubblico che regola l’aviazione civile – di cui si sta parlando molto in questi giorni e che si muove in un contesto di forte trasformazione, compresa la partita Ita Airways.

Il piano – che operativamente passa da un’ordinanza, un dispositivo interno, non di Legge – è stato in parte anticipato da Repubblica ma soprattutto da un dettagliato articolo di Leonard Berberi, giornalista del Corriere della Sera che si occupa di aviazione.

Punto di partenza: l’aeroporto dentro alla città di Milano sarebbe destinato solo ai voli all’interno dell’Unione Europea (ma in estensione per un raggio di 1500 km) ma nel 2018 – prima del Covid – 1,2 milioni di passeggeri sono partiti da Linate per un viaggio che in realtà aveva come destinazione finale un aeroporto fuori dall’Unione.

Punto di passaggio: un altro hub europeo, come – per fare qualche esempio – Francoforte, Schipol, Madrid Barajas o Parigi Charles del Gaulle.

Limitare i check-in diretti

Da un punto di vista di economia nazionale, è valore che si trasferisce all’estero e per questo l’Enac pensa ad un intervento di limitazione di questa dinamica. Nello specifico si interverrebbe ostacolando il cosiddetto through check-in, il check-in diretto che consente di imbarcare passeggero e bagaglio una volta sola, direttamente per la destinazione finale.

Leonard Berberi sul Corriere spiega così il provvedimento allo studio:

L’idea, stando a quanto spiegano fonti al Corriere, è questa: il viaggiatore che ha un volo Lufthansa Linate-Francoforte-San Francisco o un collegamento Air France Linate-Parigi-Seul lascerà il bagaglio al bancone del check-in al Forlanini [Linate, ndr]: qui il personale di terra incollerà alla valigia l’etichetta con destinazione finale Francoforte o Parigi e non, come avviene oggi, Francoforte/San Francisco o Parigi/Seul

Una volta a Francoforte o Parigi, quindi, il viaggiatore dovrebbe recuperare il bagaglio e rifare il check-in per la destinazione finale.

Concentrare traffico intercontinentale da Malpensa e Fiumicino

Ovviamente sarebbe un carico ulteriore per il passeggero e questo – alla lunga – porterebbe a scegliere ove possibile connessioni dirette, come quelle che fanno capo a Malpensa o a Fiumicino, dove peraltro è concentrato il grosso delle rotte a lungo raggio di Ita Airways (che non avrebbe intenzioni, con il nuovo socio, di rivedere la presenza limitata su Malpensa).

Da Milano Malpensa a New York: tutti i voli verso la Grande Mela

Il tutto va appunto letto in ottica di interessi nazionali: non continuare a “ingrassare” gli hub stranieri a danno di Milano Malpensa e Roma Fiumicino.
Questi due scali vengono individuati come “hub istituzionale”, che nel Piano allo studio di Enac è il livello più alto. Venezia e Catania Fontanarossa sarebbero invece hub minori con una rete di riferimento per il turismo verso il Nord Est e di proiezione verso il Mediterraneo.

Le reti regionali

Al di fuori dei principali hub, il Piano Enac prevederebbe poi una serie di reti regionali tra aeroporti che favorisca il mantenimento e sviluppo delle destinazioni, anche a prescindere dalla frammentata proprietà: così ad esempio ci sarebbe una rete per gli aeroporti dell’Emilia Romagna, una per la Sicilia centro-meridionale, una per la Campania e così via.

 

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 07 Settembre 2022
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