Tre nuove mostre al Maga da Jago a Leopardi
Dal 15 novembre il museo gallaratese apre una nuova stagione espositiva con il progetto dedicato a Jago, il riallestimento della collezione permanente e una mostra che mette in dialogo Giacomo Leopardi con la poesia visiva e l’arte contemporanea
Il Museo MA*GA di Gallarate presenta il programma delle mostre autunnali con tre nuovi progetti che, da prospettive diverse, affrontano il corpo, il ruolo sociale del museo e il rapporto tra letteratura e arti visive. Al centro della stagione c’è “Jago. Corpi esposti”, affiancata dal riallestimento delle collezioni con “Il museo delle correnti” e dalla mostra “Secondo Leopardi”, organizzata in occasione di Duemilalibri 2026. Le esposizioni apriranno nel mese di novembre e accompagneranno il pubblico tra arte contemporanea, storia del Novecento e nuove letture del patrimonio del museo. La prevendita dei biglietti è disponibile su TicketOne e alla biglietteria del MA*GA.
Jago al MA*GA: il corpo tra fragilità, guerra e potere
Il progetto principale della stagione è “Jago. Corpi esposti”, in programma dal 15 novembre 2026 al 4 aprile 2027 e curato da Tommaso Zijno. La mostra, promossa dal Museo MA*GA insieme all’Assessorato alla Cultura di Regione Lombardia e all’amministrazione comunale di Gallarate, mette in dialogo le opere dello scultore Jago, nato nel 1987, con quelle di Adolfo Wildt, Emilio Vedova, Salvatore Scarpitta e Marinella Pirelli. Artisti lontani nel tempo e per linguaggi vengono riuniti attorno a due temi: la spoliazione intesa come gesto capace di rivelare ciò che si trova sotto la superficie e la guerra, vista come condizione estrema nella quale il corpo diventa terreno di conflitto.
Il percorso costruisce così una serie di rimandi tra la ricerca di Jago, la forza gestuale di Vedova, le strutture materiche di Scarpitta e le riflessioni sul corpo politico di Pirelli. Particolarmente significativo è il confronto ideale con Wildt, che come Jago affidava al marmo il compito di rendere visibili fragilità, spiritualità e dolore. Attraversando più di un secolo di ricerca artistica, “Corpi esposti” prova quindi a raccontare come il corpo umano sia stato, e continui a essere, uno strumento per interrogarsi su potere, violenza, misticismo e responsabilità collettiva.
Il progetto di Jago arriva anche a Palazzo Lombardia
Il progetto dedicato allo scultore si completa a Milano con un secondo intervento. Dall’11 novembre 2026 al 10 gennaio 2027 Palazzo Lombardia ospiterà infatti “Acqua”, un’installazione che mette in relazione la solidità della materia con la fluidità del tempo. Le due esposizioni, pur autonome, costruiscono così un percorso tra Milano e Gallarate attorno alla ricerca dell’artista.
“Il museo delle correnti” ripensa la collezione del MA*GA
Dal 15 novembre 2026 al 4 aprile 2027 il MAGA presenta anche “Il museo delle correnti”, progetto di riallestimento delle collezioni curato da Emma Zanella e Alessandro Castiglioni e sviluppato nell’ambito del Centro di Ricerca Italia 2050, fondato nel 2023 dal Museo MAGA e da Regione Lombardia. Il lavoro nasce dallo studio dell’archivio storico della Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate e dalle idee museografiche elaborate tra il 1972 e il 2000 da Silvio Zanella, fondatore del museo. Zanella immaginava un «museo delle correnti» capace di raccontare non soltanto lo sviluppo dei linguaggi artistici, ma attraverso questi anche «l’uomo, la società e la civiltà di ogni specifica epoca». Il nuovo allestimento riprende e aggiorna quella visione, proponendo una lettura non lineare della storia dell’arte, fatta di ritorni, fratture, accelerazioni e trasformazioni. Il percorso comprenderà la figurazione del Novecento, l’astrattismo, lo Spazialismo, l’Arte Povera, il postmodernismo e le pratiche contemporanee, con uno spazio dedicato anche alle ricerche sul rapporto tra arte, natura ed ecologia.
Da Leopardi alla poesia visiva
Completa il programma “Secondo Leopardi. Dalla poesia all’arte contemporanea”, in calendario dal 15 novembre all’8 dicembre 2026 nell’ambito di Duemilalibri, il festival del libro e dell’autore di Gallarate. La mostra nasce da un gruppo di opere entrate nella collezione del MA*GA dopo “Pagine e Pagine. 1798 / 1998 omaggio a Giacomo Leopardi”, esposizione ideata da Gino Gini nel 1998 per il bicentenario della nascita del poeta di Recanati. Quel nucleo viene ora riproposto con una lettura contemporanea che mette insieme poesia visuale e pratiche artistiche di autori come Tomaso Binga, Mirella Bentivoglio, Lamberto Pignotti, Arrigo Lora Totino, Luciano Caruso, William Xerra e Irma Blank. Il percorso è diviso in quattro sezioni. La prima è dedicata alle autrici che parteciparono nel 1978 a “Materializzazione del Linguaggio”, mostra curata da Mirella Bentivoglio per la 38esima Biennale di Venezia. Seguono un approfondimento sul lavoro di Gino Gini e Fernanda Fedi, ideatori della mostra del 1998, una sezione sui poeti visivi del Gruppo 70 e un ultimo nucleo dedicato ad artisti che hanno lavorato attorno alla figura di Leopardi al di fuori della poesia visiva, tra cui Lucia Pescador, Roberto Sanesi e Mariuccia Secol. Con queste tre proposte il MA*GA costruisce quindi una stagione che intreccia nuove produzioni, rilettura delle collezioni e dialogo con la storia culturale, mettendo in relazione linguaggi e periodi molto diversi tra loro.
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