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Fondazione scuole materne di Gallarate, Gnocchi: “La possibile querela non mi intimidisce”

Dopo l’indirizzo approvato dalla giunta, il consigliere comunale torna sulla vicenda e contesta sia il coinvolgimento del Comune sia le ipotesi mosse nei suoi confronti

massimo gnocchi verbale

Il consigliere comunale di Obiettivo Comune Gallarate Massimo Gnocchi replica alla decisione della giunta comunale di dare un indirizzo per procedere con una querela nei suoi confronti nella vicenda legata ai verbali della Fondazione Scuole Materne. Gnocchi rivendica la correttezza del proprio operato e sostiene di aver agito nell’esercizio delle proprie funzioni, dopo aver ottenuto attraverso un accesso agli atti il verbale del consiglio di amministrazione del 15 gennaio 2026.

«Svolgo il mio ruolo di consigliere comunale e di cittadino al servizio della trasparenza, della verità e della città» – così Massimo Gnocchi, consigliere comunale di Obiettivo Comune Gallarate. È da questa premessa che il consigliere ricostruisce la vicenda che nei mesi scorsi aveva acceso il confronto politico sulla Fondazione scuole materne gallaratesi.

La richiesta del verbale del 15 gennaio

Secondo la ricostruzione di Gnocchi, il 15 gennaio il consiglio di amministrazione della Fondazione aveva approvato l’aumento delle rette e la chiusura di due delle tre sezioni primavera. Il 22 gennaio il consigliere aveva quindi presentato una richiesta di accesso civico agli atti per conoscere le motivazioni alla base delle decisioni.

Gnocchi sostiene che, diverse settimane più tardi, gli sia stato inizialmente consegnato un verbale datato 30 gennaio e non quello relativo alla riunione del 15 gennaio da lui richiesto. In quel documento, afferma il consigliere, compariva la rettifica di alcune parole contenute nelle deliberazioni precedenti.

«Io ho sempre e solo chiesto il verbale del 15 gennaio, che qualcuno ha definito “bozza, inesistente, fake news”, non altro» – Massimo Gnocchi, consigliere comunale di Obiettivo Comune Gallarate -.

Il documento del 15 gennaio, aggiunge Gnocchi, gli sarebbe stato poi consegnato soltanto a metà settembre, dopo la presentazione di un ricorso al Tar.

Gnocchi: «Il documento era divulgabile»

Un altro punto della replica riguarda la possibilità di rendere pubblico il contenuto del verbale. Secondo il consigliere, al momento della consegna la Fondazione avrebbe cercato di subordinare il rilascio del documento alla sua non divulgazione. Gnocchi riferisce che il proprio legale avrebbe contestato questa impostazione, sostenendo che eventuali obblighi di segretezza possono derivare esclusivamente dalla legge.

«Questo documento, firmato da cinque consiglieri di amministrazione e dalla segretaria, era ed è assolutamente divulgabile» – Massimo Gnocchi, consigliere comunale di Obiettivo Comune Gallarate. È questa la tesi sulla quale il rappresentante di Obiettivo Comune fonda la propria difesa: per Gnocchi, essendo il verbale sottoscritto dai componenti presenti alla seduta, si tratterebbe di un documento ufficiale al quale era legittimato ad avere accesso.

La contestazione alla scelta della giunta

Gnocchi si dice quindi stupito dalla decisione della giunta guidata dal sindaco Andrea Cassani di esprimere un indirizzo finalizzato alla querela.

Il consigliere solleva in particolare due questioni. La prima riguarda il ruolo del Comune, che secondo Gnocchi sarebbe estraneo alla vicenda perché la Fondazione Scuole Materne è una persona giuridica di diritto privato. La seconda riguarda invece il rapporto tra il sindaco e il consiglio di amministrazione della Fondazione, i cui componenti sono stati nominati dallo stesso Cassani.

«Se cinque su sei componenti del Cda, e la segretaria dell’ente, presenti alla seduta firmano il verbale, quel verbale, le deliberazioni e tutto ciò che c’è scritto diventano un documento ufficiale» – Massimo Gnocchi, consigliere comunale di Obiettivo Comune Gallarate -.

Per il consigliere, eventuali contestazioni sul contenuto di quelle frasi dovrebbero dunque riguardare chi le avrebbe pronunciate e chi, sottoscrivendo il verbale, ne avrebbe attestato la verbalizzazione.

«Resto fermo sulla mia posizione»

Gnocchi contesta anche che nella vicenda possano entrare in gioco gli obblighi legati al segreto d’ufficio e respinge l’ipotesi di aver diffamato qualcuno, sostenendo di essersi limitato a rendere pubblico il contenuto di documenti ufficiali.

Arriva poi la valutazione politica più dura del comunicato: il consigliere definisce la possibile iniziativa giudiziaria «un maldestro tentativo di intimidazione». Si tratta, va sottolineato, della posizione espressa da Gnocchi, mentre spetterà all’eventuale procedimento chiarire presupposti e contenuti della querela.

«Rimango assolutamente e completamente tranquillo e fermo sulla mia posizione perché, come già detto, svolgo il mio ruolo di consigliere comunale al servizio della trasparenza, della verità e della città» – Massimo Gnocchi, consigliere comunale di Obiettivo Comune Gallarate -.

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Pubblicato il 17 Ottobre 2026
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