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Filosofarti riparte dalle dieci parole tradite di Venanzio Postiglione. E ne aggiunge una: la speranza

Al Museo Maga di Gallarate il vicedirettore del Corriere della Sera ha dialogato con Cristina Boracchi sui valori della civiltà occidentale. È il primo passo verso Filosofarti 2027, dedicato a "Occidente, valori e inquietudini".

Generico 12 Oct 2026

Ci sono parole che usiamo continuamente, che attraversano i discorsi della politica, le relazioni sociali e la nostra vita quotidiana. Parole che sembrano familiari, ma delle quali rischiamo di aver smarrito il significato più profondo. Democrazia, talento, felicità, misura, fraternità, libertà, pace, parità, pianeta, verità. Dieci parole che raccontano le radici della nostra civiltà e che oggi sembrano essere state tradite. Ma non definitivamente perdute.

È iniziato da questa riflessione il cammino verso la XXIII edizione di Filosofarti, il festival che nel 2027 avrà come tema centrale “Occidente, valori e inquietudini”. Per la prima volta nella sua storia, la manifestazione ha scelto di anticipare a ottobre gli incontri di avvicinamento alla rassegna, in programma tra febbraio e marzo del prossimo anno.

Sabato 17 ottobre, nella Sala Arazzi del Museo Maga di Gallarate, il protagonista è stato Venanzio Postiglione, vicedirettore del Corriere della Sera, che ha presentato il suo libro Le dieci parole tradite. Come abbiamo smarrito le radici della nostra civiltà: dalla democrazia al talento. A presentarlo c’era Cristina Boracchi, tra le figure di riferimento di Filosofarti.

Dieci parole per interrogare il nostro tempo

Il libro di Postiglione rappresenta uno dei riferimenti culturali attorno ai quali si svilupperà Filosofarti 2027. Un percorso che attraversa filosofia, sociologia, storia e attualità per interrogarsi su ciò che resta dei valori fondanti della società occidentale.

Le dieci parole scelte dall’autore non sono concetti astratti, ma questioni che riguardano direttamente la vita delle persone e delle comunità. La democrazia e la sua capacità di rappresentare i cittadini, la libertà e le sue contraddizioni, la pace in un mondo attraversato dai conflitti, la fraternità e la parità come condizioni per una convivenza più giusta. E ancora il talento, la felicità, la misura, il rapporto con il pianeta e la ricerca della verità.

Sono parole che continuano a essere pronunciate, ma che spesso sembrano aver perso la forza del loro significato originario. Riscoprirle significa allora tornare a interrogarsi sul modello di società che vogliamo costruire.

L’undicesima parola: speranza

Ma al termine dell’incontro è arrivata anche un’undicesima parola, forse quella che meglio racconta lo spirito con cui Filosofarti si prepara alla sua nuova edizione: speranza.

Una parola emersa nel momento dei saluti e ripresa dagli organizzatori nel loro messaggio di ringraziamento: «Speranza per i giovani, per le persone, per la passione, per la cultura».

È un’aggiunta significativa alle dieci parole di Postiglione. Perché riconoscere le contraddizioni del presente non significa rassegnarsi, ma cercare gli strumenti per affrontarle. E la cultura, attraverso il confronto e la conoscenza, può contribuire a mantenere aperta questa possibilità.

Le parole possono essere tradite, impoverite, svuotate del loro significato. Ma possono anche essere ritrovate, a partire dalla consapevolezza del loro valore.

Un festival che comincia prima e costruisce nuove collaborazioni

L’appuntamento al Maga ha segnato anche una novità importante nella storia di Filosofarti. La scelta di avviare il percorso già in ottobre, diversi mesi prima dell’apertura ufficiale, testimonia la volontà di dare continuità alla riflessione culturale e di costruire un dialogo che non si esaurisca nelle settimane del festival.

L’incontro si è inserito nella collaborazione con DuemilaLibri, la rassegna letteraria gallaratese, e con il Museo Maga, che ha ospitato l’iniziativa.

Il progetto Filosofarti 2027 è realizzato con il sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto, main sponsor, e con il patrocinio della Provincia e della Camera di Commercio di Varese. Importante anche la collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Gallarate, guidato da Claudia Mazzetti, e il coinvolgimento di Regione Lombardia, con l’assessora alla Cultura Francesca Caruso.

La partecipazione attenta e curiosa del pubblico ha accompagnato questo primo passo verso la ventitreesima edizione.

Filosofarti riparte dunque dalle inquietudini dell’Occidente, ma anche dalla volontà di non rinunciare ai valori che ne hanno costruito la storia. Con dieci parole da riscoprire e un’undicesima da custodire. Perché senza speranza anche le parole più importanti rischiano di restare soltanto parole.

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Pubblicato il 18 Ottobre 2026
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