È morto il bambino di 5 anni travolto da un’auto in via Arconti a Gallarate
A poco più di due giorni dall'investimento da parte di un'anziana automobilista, il piccolo è spirato all'ospedale di Bergamo. Indagata la donna
Non ce l’ha fatta il bambino di 5 anni investito nel pomeriggio di lunedì 12 ottobre in via Arconti, nel quartiere di Cedrate a Gallarate. Il piccolo è morto oggi, giovedì 15 ottobre, all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove era stato trasferito in elisoccorso subito dopo l’incidente. Il bambino era stato travolto da un’utilitaria guidata da una donna di 80 anni.
Le condizioni del bambino erano apparse fin da subito estremamente gravi. Nell’impatto aveva riportato traumi diffusi e una copiosa perdita di sangue.
Sul posto erano intervenute in codice rosso due ambulanze della Croce Rossa di Busto Arsizio e Gallarate, un’automedica e l’elisoccorso decollato da Milano. I sanitari avevano lavorato a lungo per rianimare e stabilizzare il piccolo, che era stato intubato sul luogo dell’incidente.
Successivamente era stato trasportato d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, centro di riferimento regionale per le emergenze pediatriche. Ricoverato in terapia intensiva, era rimasto in prognosi riservata e in pericolo di vita.
Nei giorni successivi le sue condizioni erano state definite stazionarie, ma il quadro clinico era rimasto estremamente delicato. Oggi, giovedì 15 ottobre, la notizia della morte.
Le indagini dei carabinieri
Proseguono intanto gli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Gallarate per ricostruire con precisione la dinamica dell’investimento. Secondo una prima ricostruzione, il bambino si trovava insieme alla famiglia (residente in zona) e avrebbe attraversato la strada dopo essere sfuggito per pochi istanti al controllo dei genitori, finendo sulla traiettoria dell’auto, che procedeva da Cedrate in direzione del centro cittadino.
L’impatto è avvenuto lungo un tratto rettilineo di via Arconti, a breve distanza da un attraversamento pedonale. Tra gli aspetti ancora da chiarire ci sono le condizioni in cui si è verificato l’incidente e la velocità a cui procedeva il veicolo.
La conducente era stata inizialmente iscritta nel registro degli indagati per lesioni stradali gravi, un atto dovuto nell’ambito degli accertamenti. Dopo la morte del bambino, la posizione giudiziaria è destinata a cambiare. Il capo di imputazione passerebbe a omicidio stradale. Le indagini dovranno ora definire nel dettaglio la dinamica dell’incidente e accertare le eventuali responsabilità.
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