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Le Azalee Calcio lasciano il campo di via Pradisera: scontro con il Comune di Gallarate sul bando

Dopo decenni di presenza nell’impianto di Gallarate, la società riconsegna le chiavi. Il presidente Tomaselli: "Dopo cinquant’anni finiamo fuori". Il sindaco Cassani: "La concessione è scaduta, nessuno ha partecipato al bando"

campo da calcio azalee

La Azalee Calcio lascia il campo di via Pradisera, dopo decenni di presenza in uno degli impianti sportivi più legati alla storia della società gallaratese. Una vicenda che la società denuncia come una sostanziale estromissione e che ruota intorno al bando per l’affidamento dell’area, andato deserto. Il Comune, invece, respinge questa ricostruzione: la concessione era scaduta e, sostiene l’amministrazione, non c’erano le condizioni per una semplice proroga.

La riconsegna delle chiavi è stata annunciata dalle Azalee Calcio con un post sui social, nel quale la società parla di una «procedura scorretta» ai danni di «una società che dal 1980 ha fatto conoscere Gallarate in tutta Italia con il calcio femminile».

«Dopo cinquant’anni finiamo fuori», sintetizza il presidente Ugo Tomaselli, che racconta di aver atteso il nuovo bando e di aver già iniziato a ragionare sugli interventi necessari per continuare l’attività nell’impianto. «Avevamo chiesto preventivi per sostituire i fari con quelli a Led e per il rifacimento del manto erboso».

A pesare sulla decisione di non partecipare alla gara, secondo Tomaselli, sono state però anche le condizioni previste per il futuro concessionario. Tra queste la realizzazione di una gabbia per i lanci dell’atletica, con un investimento stimato dalla società «in quasi 25mila euro».
Fino ad oggi l’Atletica Gallaratese pagava un subaffitto degli spazi alle Azalee, mentre adesso servirebbe la nuova struttura. «L’Atletica non era disponibile a contribuire e noi non potevamo accollarci da soli quella spesa», spiega il presidente. Alla fine il bando è andato deserto.

Da qui è arrivata la richiesta del Comune di riconsegnare l’impianto. «Ci hanno mandato una Pec chiedendoci le chiavi della struttura», prosegue Tomaselli. «Non sono bastate le nostre richieste di proroga e nemmeno la proposta di aprire un tavolo di confronto tra le società».

La conseguenza immediata riguarda l’attività sportiva delle Azalee. La società aveva due squadre femminili e una formazione maschile. «A questo punto solo la squadra maschile andrà a giocare al Majno», dice Tomaselli. Resta inoltre da trovare una soluzione per gli allenamenti.

La replica del sindaco: «La concessione è scaduta»

Di segno opposto la ricostruzione del sindaco Andrea Cassani, intervenuto inizialmente commentando il post pubblicato dalle Azalee.
Il sindaco pone innanzitutto una questione relativa alla società che negli anni ha utilizzato l’impianto, distinguendo tra la precedente società assegnataria e la nuova Azalee 1980 presieduta da Tomaselli, con una nuova denominazione societaria e un nuovo codice fiscale. Secondo Cassani, il passaggio tra le due realtà non sarebbe mai stato formalmente comunicato al Comune. La Azalee 1980 viene definita «la “nuova società” che continuò a giocare sul campo evidentemente con un accordo con la vecchia società ma mai comunicato ufficialmente al Comune».

Il sindaco richiama inoltre la situazione economica legata alla precedente gestione: «La società [la prima assegnataria] ha un debito cristallizzato al 2023 di 23mila euro», dichiara a VareseNews.

Cassani ricorda quindi il passaggio decisivo degli ultimi mesi: il bando pubblicato per affidare l’area non ha ricevuto alcuna offerta.  «Né le “vecchie” Azalee né le “nuove” hanno partecipato», osserva il sindaco, contestando l’idea che sia stata l’amministrazione a mandare via la società. «Le concessioni sono scadute e nessuno ha presentato proposte per avere di nuovo l’area».

Sulla possibilità di concedere ancora tempo alle Azalee la posizione dell’amministrazione rimane netta: «Non può esserci una proroga». Anche l’assessora allo Sport Claudia Mazzetti difende il percorso seguito dal Comune: «Alternative ne abbiamo offerte, le cose sono state spiegate molto bene».

“La farà qualcun altro”

Certo rimane la questione della gabbia necessaria per i lanci dell’atletica, indicata dalle Azalee come uno degli ostacoli alla partecipazione al bando, a fronte di un investimento che sarebbe stato rivolto ad un’altra disciplina.
«Non hanno voluto farla loro. A questo punto qualcun altro la farà», conclude secco Cassani, lasciando intendere che con un nuovo affidamento dell’area potrebbe essere un altro soggetto a farsi carico dell’intervento.
Nel mentre, lo storico campo da calcio rimane “lucchettato” e le Azalee lamentano la perdita delle squadre.

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 15 Ottobre 2026
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