La tempesta Covid sul settore aereo, a Malpensa ogni volo è una piccola speranza

A tre mesi dal primo caso in Italia, l'aeroporto di Milano è ancora limitato a pochissimi movimenti, tutti concentrati al Terminal 2. Mercoledì e giovedì si riaffacciano Qatar Airways ed Emirates, quasi come fantasmi

Malpensa 2020 foto Massililiano Banda

È la settimana della ripartenza e qualcosa di più si muove anche a Malpensa.

La situazione del trasporto aereo (e quella del turismo) resta ancora drammatica: pochissimi voli, in gran parte interni alla Ue, operati ancora con velivoli di dimensioni minime, sufficienti per una domanda ancora molto contratta.

(foto: Malpensa 2020, Massimiliano Banda)

Eppure, dicevamo, qualcosa si nuove: il 20 e 21 maggio vedranno il ritorno di Qatar ed Emirates, i due colossi arabi che garantiscono collegamenti anche con la Cina. E in effetti il grosso dei passeggeri che si vedranno a Malpensa dovrebbero essere cinesi in partenza dall’Italia.

Di certo non si vedranno i giganti dei cieli Airbus A380: inutili in questo momento ma probabilmente più che sovradimensionati anche per il futuro. Tant’è vero che si parla di un pensionamento anzitempo da parte di Emirates.

Airbus A380 Emirates malpensa (inserita in galleria)
Un A380 a Malpensa

La crisi dei movimenti è globale, ma sull’Italia pesano anche specifiche restrizioni, anche se lentamente qualche vincolo sta cedendo (un esempio: la Spagna ha riaperto oggi i collegamenti con l’Italia, sospesi dall’11 marzo)
Lunedì 18 maggio, intanto, ha riaperto anche il secondo aeroporto milanese Orio al Serio, ri-“battezzato” non da Ryanair ma da un volo Wizzair giunto da Sofia e atterrato alle 6:50 del mattino, piccolo segnale di speranza che BergamoNews ha raccontato ieri. Linate, gestito da Sea come Malpensa, resta invece chiuso: Enac aveva scelto fin qui di concentrare su pochi scali, uno per Regione, una strategia in parte ancora valida: ad esempio in Puglia c’è una certa discussione sulla concentrazione del traffico su Bari, mentre Brindisi rimane chiuso (lo scalo “porta” del Salento vede sospesi anche i voli su Malpensa).

Di certo, a Malpensa il movimento è ancora al minimo e per ora basta il solo Terminal 2: il Terminal 1 dovrebbe riaprire solo al raggiungimento dei 3mila passeggeri in partenza e altrettanti in arrivo. Tra una decina di giorni ripartirà altro (qualche volo Lufthansa, per esempio, si vocifera di una prima ripartenza di Etihad ed Air France) ma ad ora ci sono ampi margini, prima di raggiungere quella soglia, contando anche che le low cost Easyjet e Ryanair si muovono con molta prudenza.

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Ovviamente questo ha un forte impatto anche su tutto il settore non-aviation dell’aeroporto: la maggior parte dei locali e negozi del T1 sono chiusi e il personale è in cassa integrazione, alle prese con i ritardi sperimentati in tutta Italia e con alcune aziende che non anticipano. Nelle ultime ore è circolata molto la notizia che anche Starbucks riapre i suoi locali in Italia, ma tiene chiusi i punti vendita in centro a Milano (la Roastery al Cordusio) e a Malpensa.

E su quest’ultimo, essendo al terminal 1, c’erano pochi dubbi: per servire il poco personale aeroportuale che passa ancora dal T1 per esigenze di servizio non è rimasto neppure un bar.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 19 Maggio 2020
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